Con la puntata di oggi si conclude il viaggio che Vanloon ha fatto al di là dell’Adriatico in collaborazione con Matteo Pioppi.

Nel percorso che abbiamo fatto nella memoria delle guerre di Jugoslavia abbiamo raccontato storie e personaggi che contraddicessero la rappresentazione, molto ideologica, dei Balcani come terra di nazionalismi e di blocchi etnici, andando a cercare la voce e le vite di chi quei confini nati dalla dissoluzione della Repubblica socialista, ha sempre cercato di oltrepassarli. Per tal motivo abbiamo deciso di dedicare quest’ultima puntata al racconto degli anni Ottanta balcanici e della sua musica, uno dei tanti ponti che hanno continuato ad attraversare blocchi per costruire solidarietà

Approfondimenti

La musica e le culture giovanili nel mondo socialista sono delle tematiche molto interessanti, anche perché ci permettono di ridiscutere anche certe narrazioni sui paesi non capitalisti. Noi ve ne abbiamo dato un assaggio ma molto ci sarebbe da approfondire; qui troverete alcuni spunti.

Su Pagina99we del 2 gennaio 2016 Rodolfo Toè aveva pubblicato un bell’articolo di panoramica sul fenomeno, partendo dagli anni Settanta, Tutta la Jugoslavia suona il rokenrol, in cui citava un saggio seminale purtroppo non disponibile in italiano Shake, Rattle and Roll: Yugoslav Rock Music and the Poetics of Social Critique di Dalibor Misina

La casa editrice Infinito edizioni nel 2019 ha pubblicato un romanzo su questi argomenti Jugo-rock. La vita, la musica e l’amore al tempo della guerra di Arrigo Bernardi.

Alfredo Sasso nel suo programma Kiosk di Radio Beckwith evangelica ha parlato di Jugorock e di novi talas in questa puntata e questa che vi invitiamo ad ascoltare.

Laura invece altri non è che la nostra Laure de Lauris, voce del programma Please kill me in onda la domenica alle 20 su Radio Città Fujiko e che potete ritrovare in podcast a questo link: https://www.mixcloud.com/delauris/; negli scorsi mesi una puntata è stata dedicata proprio al punk in Jugoslavia e al ricordo delle sue esperienze a Lubiana con i Raf punk

Jukebox

Bijelo Dugme, Đurđevdan Je A Ja Nisam S Onom Koju Volim

Idoli, Plastika

Pankrti, Totalna Revolucija

(La copertina di questa settimana è presa da una fotografia del fotografo sloveno Jože Suhadolnik nella raccolta Balkan Pank)

Terza ed ultima puntata che dedichiamo al trentesimo anniversario del crollo del Muro di Berlino: chiudiamo il nostro viaggio dando un’occhiata alla stampa, italiana ed estera, e a quello che ha detto per ricordare il 1989.

L’impressione che ne abbiamo avuto e che ci sia una sostanziale uniformità del racconto che se accenna delle riflessioni, non smuove la sostanziale narrazione positiva della fine del mondo socialista e il trionfo del neoliberismo. Il tutto raccontato con le atmosfere da film di spionaggio che, pur gettando le radici nella realtà del carattere poliziesco del socialismo di Stato ha più a che fare con Hollywood che con il racconto della vita quotidiana nella Cortina di ferro

Approfondimenti

Per la puntata ci siamo concentrati sui seguenti numeri speciali della stampa quotidiana: 

“Robinson-La Repubblica” Al di là del muro del 2 novembre 2019

Speciale “7-XXL” del “Corriere della sera” Berlino 1989-2019. E’ stata un’illusione?  del 3 novembre 2019.

Speciale “Il Manifesto” Caduta non libera del 5 novembre 2019.

Nel nostro sguardo internazionale abbiamo fatto riferimento a due articoli del “The Guardian”

‘We finished every bottle!’ Berlin’s cultural legends on the night the Wall came down di Daniel Barenboim e I was a teenager in East Germany when the Wall fell. Today we are still divided di Sabine Rennefanz. Inoltre abbiamo fatto riferimento al numero speciale di “FilmTv” “FilmTv Rewind” Berlino 1989 la caduta del Muro. Dalla Russia con amore ottobre 2019.

Jukebox

Puntata molto chiacchierata, abbiamo pescato due canzoni dalla Playlist 1989 suggerita da “FilmTv Rewind”: 

Faith no more, Underwater love dall’album The real thing De la soul, Change in speak dall’album 3 feet high and rising

(La copertina di questa settimana è presa da una scena del film “Goodbye Lenin” (2003) di Wolfgang Becker)

Una breve panoramica su un anno chiave che cambiò le sorti dell’Europa e del mondo. A trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino, quell’indimenticabile 9 novembre 1989, un evento che suscita ancora dibattito, tra speranze e illusioni.

Approfondimenti

Per lo sguardo sull’Italia abbiamo sfogliato

“l’Unità”, 11 novembre 1989

“La Repubblica”, 10 novembre 1989

La citazione del segretario del Pci Achille Occhetto è tratta da “Il Fatto Quotidiano” (https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/12/bolognina-1989-quando-occhetto-disse-dobbiamo-guardare-avanti/1207381/)
Per la breve sintesi su Ungheria e Cecoslovacchia abbiamo esaminato: Bulent Gokay, L’ Europa orientale dal 1970 a oggi, il Mulino, 2005
Per la Cina leggete le pagine di Tiziano Terzani, In Asia, Tea, 2004 che riporta gli articoli del giornalista pubblicati sul Corriere della Sera del 5,7,10 giugno 1989

Jukebox

Vi abbiamo fatto sentire brani presi dalla hit parade italiana del 1989: Lisa Stansfield, All around the world, dall’album “Affection”, Gianna Nannini, Voglio fare l’amore, apparso come singolo nel 1989 tratto dall’album “Malafemmina” (1988); Depeche mode, Everything counts, dall’album “Construction time again” (1983); The Cure, Lullaby, dall’album “Disintegration” (1989); Raf, Cosa resterà di questi anni 80, dall’album omonimo (1989).

(La copertina di questa settimana ritrae il ministro degli esteri austriaco Alois Mock e la sua controparte ungherese Gyula Horn che attraversano insieme il confine il 27 giugno 1989 ed è presa da Polonia Mon Amour)

Il 14 luglio 1948 Antonio Pallante, un giovane di estrema destra, si recò armato nei pressi di Montecitorio ed esplose quattro colpi su Palmiro Togliatti, l’allora segretario del Partito comunista italiano. Continue reading →

Nell’attuale discussione sull’Europa si parla spesso di fallimento dello spirito comunitario e della necessità di uno spirito dei fondatori. Com’è nata veramente la Comunità europea? Continue reading →

Il 9 novembre 1989 il governo della Germania Est annuncia che le visite a Berlino Ovest e nella Repubblica federale sarebbero state permesse. In questo anniversario ci interroghiamo su alcune questioni: quale memoria per gli abitanti delle due città? quale elaborazione del passato nazista? quale l’influenza nel resto del mondo?