Prosegue il nostro viaggio all’interno di questo pesante anniversario del 1989: il crollo del muro di Berlino naturalmente, la fine del socialismo di Stato e il lungo riverbero che ha avuto nell’Europa dell’Est. In questa puntata la tappa del nostro viaggio all’interno della memoria dell’Europa è la Polonia: Solidarnosc e Lech Walesa e una lunga lotta contro la dittatura ma soprattutto una memoria complessa. Per raccontare la politica della memoria della Polonia, la cui influenza si è sentita anche nella Risoluzione del parlamento europeo del 19 settembre sullo scoppio della Seconda guerra mondiale, abbiamo ricostruito le tappe degli anni Ottanta polacchi ma siamo anche andati a visitare alcuni musei, perché per capire il racconto della storia fatto oggi in Polonia occorre guardare anche indietro, agli anni della Seconda guerra mondiale.

Approfondimenti

Andando alla ricerca della memoria degli anni Ottanta e della fine del socialismo di Stato in Polonia abbiamo segnato queste tappe:

  • Danzica: Europejskie Centrum Solidarności (Centro europeo di Solidarnosc) e mostra Poland: first to fight al Muzeum II Wojny Światowej (Museo della Seconda guerra mondiale)
  • Varsavia: Muzeum Powstania Warszawskiego (Museo Dell’Insurrezione di Varsavia)
  • Cracovia: Fabbrica di Schindler

Vi abbiamo poi parlato di un interessante articolo di David Bidussa che mette le mani nell’uso pubblico della storia che viene fatto oggi in Polonia. Per chiudere, due suggerimenti di lettura per accompagnare la nostra puntata: Marzena Sowa e Sylvain Savoia, Marzi. La Polonia vista con gli occhi di una bambina. Vol. I 1984-1987, Vol. II 1989…, Bologna, Coconino press, 2009-2010; Marcin Podolec, Fugazi music club, Milano, Bao publishing, 2015.

Jukebox

Fugazi music club ci ha dato la possibilità di ascoltare alcuni gruppi polacchi che vi abbiamo proposto come colonna sonora: musica per noi poco conosciuta, proveniente dagli anni Ottanta-Novanta di Varsavia, tutta da scoprire: Izrael, Hard to say da “1991” (1991); Armia, Niezwyciężony da “Legenda” (1991), Kult, Polska da “Tan” (1989) e KSU, 1944 (w okopie) da “Pod prąd” (1988).

(La copertina di questa settimana è presa dalla mostra Poland, first to fight)

La risoluzione del 19 settembre e i pericoli di una storia istituzionalizzata

Il 19 settembre il Parlamento europeo ha adottato, a larghissima maggioranza, una risoluzione per l’anniversario dello scoppio della Seconda guerra mondiale: un’operazione politica attraverso la complessa questione della memoria che coinvolge gli equilibri attuali dell’Unione, il complesso ricordo dell’Est e che poco ha dialogato con la ricerca storica. Nell’arco di questa puntata abbiamo preparato una rassegna stampa per raccogliere voci, questa volta sì, di storici e provare ad analizzare la complessità di una decisione politica che invece viene presentata come al di sopra delle parti.

Approfondimenti

Nella nostra rassegna abbiamo lasciato ampio spazio al numero 40 di «Left» del 4 ottobre 2019, che apriva in copertina proprio sulla risoluzione europea. Questi gli articoli che vi abbiamo letto:

  • Roberto Musacchio, Caro Sassoli, C’è differenza tra comunismo e nazismo
  • Checchino Antonini, Neri e rossi pari non sono, e non lo sono mai stati

Nell’articolo di Musacchio si fa riferimento alle seguenti risoluzioni che vi segnaliamo: Risoluzione del Parlamento europeo sul sessantesimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale in Europa, l’8 maggio 1945; Risoluzione del Parlamento europeo del 25 ottobre 2018 sull’aumento della violenza neofascista in Europa.

Rassegna stampa sicuramente “partigiana”, quella di oggi, in cui però siamo riusciti a trovare degli ottimi spunti di discussione. Da «il manifesto» vi abbiamo proposto l’articolo di Claudio Vercelli, La banalizzazione del male, in edicola il 25 settembre 2019. Il sito La storia e le storie – Il blog degli storici del Friuli occidentale (ottimo portale di storici e storiche di Pordenone) dà conto del dibattito sviluppatosi aprendo una pagina dedicata ad appelli e analisi.

Jukebox

Ascolti pescati da vari album, scelti però come strada per riprendere una certa narrazione della Resistenza e della Seconda guerra mondiale: Erode, Stalingrado da “Tempo che non ritorna” (2004), Brigada Flores Magon, Heros et martyrs da “Flores Magon” (2000) e Partisans da “Anges Gardiens” (2001).

(La copertina di questa settimana è presa da Asiablog.it)

Nell’attuale discussione sull’Europa si parla spesso di fallimento dello spirito comunitario e della necessità di uno spirito dei fondatori. Com’è nata veramente la Comunità europea? Continue reading