Il 7 maggio del 1972, nel corso di una manifestazione antifascista a Pisa la polizia bastonava sul Lungarno Gambacorti il giovane militante anarchico Franco Serantini, che poi la stessa notte sarebbe morto in carcere. In occasione del cinquantesimo anniversario, attraverso la nostra speciale rubrica “Petit x” dedicata alla Storia attraverso le biografie, la redazione di Vanloon ha voluto raccontare la storia, riprendendo lo striscione che apriva il funerale, di un “rivoluzionario anarchico ucciso dalla giustizia borghese”

Approfondimenti

Per chi volesse approfondire la storia di Franco Serantini, apriamo la nostra “cassetta degli attrezzi” segnalandovi i materiali su cui abbiamo lavorato: 

  • Michele Battini, Andai perché ci si crede, Sellerio 2022. 
  • Corrado Stajano, Il sovversivo. Vita e morte dell’anarchico Serantini, Einaudi, 1975. 
  • Il documentario di Giacomo Verde, S’era tutti sovversivi. Vita e morte dell’anarchico Franco serantini del 2002 è stato ripubblicato nel 2008 in una bella edizione da Editrice A e BFS ma è visionabile anche qui.

Fondamentale poi per noi è stata la consultazione dei documenti e dei periodici conservati presso l’Archivio storico della Federazione anarchica italiana di Imola (ASFAI), che ringraziamo ancora per la disponibilità. 

Chi erano i bambini e le bambine nate in Italia da relazioni tra donne italiane e soldati afroamericani? Di chi erano figli? Come sono stati accolti dalle comunità locali e dalle istituzioni? La storica Silvana Patriarca ci accompagna attraverso il secondo dopoguerra e la sua scia di razzismo, per raccontarci le storie di bambini/e neri/e nati/e in Italia. Genere e razza sono linee che attraversano il periodo segnando la vita delle persone che hanno avuto a che fare nella propria comunità con razzismo e accoglienza, proprio quando la Repubblica Italiana cercava di darsi una ripulita, non troppo riuscita, dal passato fascista. Un percorso, quello segnato dalla Patriarca, in cui possiamo leggere di sistemi di potere basati sul colore della pelle, sulle proprie scelte affettive e sessuali, e su un’identità nazionale in cerca di conferme, tra continuità e novità con il Ventennio.

Approfondimenti

L’intervista a Silvana Patriarca si basa sul suo ultimo libro pubblicato da Einaudi nel 2021, Il colore della Repubblica. «Figli della guerra» e razzismo nell’Italia postfascista.

Jukebox

Abbiamo ascoltato:
Tammuriata Nera della Nuova Compagnia di Canto Popolare, James Senese e Napoli Centrale, Povero Munno dall’album O Sanghe, 2016

110 anni fa l ‘Italia di Giolitti invade la Libia per avere il suo tanto desiderato posto al sole. L’esercito italiano trova però resistenze dentro e fuori la Cireneaica e la Tripolitania sin da subito. Vi raccontiamo infatti la storia di Augusto Masetti, anarchico e antimilitarista, e di Salima Al-Maqus, partigiana della regione del Fezzan.

Ci accompagna in questa puntata Sofia Bacchini, del centro studi movimenti di Parma

Approfondimenti

Sulla guerra di Libia sono uscite molte cose, noi abbiamo letto Nicola Labanca, La guerra italiana per la Libia 1911-1931, edito da Il Mulino nel 2012.

Per uno studio sul rapporto tra italiani e colonia avevamo intervistato Gabriele Proglio nel 2016, riascoltabile qui

Per la biografia di Augusto Masetti ci siamo basate sugli scritti e le ricerche svolte per la nostra mostra del novembre 2012, Masetti: l’uomo che disse no alla guerra!” e sul libro di Laura De Marco, Il soldato che disse no alla guerra: storia dell’anarchico Augusto Masetti (1888-1966), Spartaco, 2003,

Per la storia di Salima Al Maqus abbiamo letto l’articolo di Michela Pusterla e Ahmed Badr all’interno de I quaderni di Cirene/fucsia del collettivo Resistenza in Cirenaica, uscito nel 2020 e che potete ordinare qui

Il cinegiornale che avete ascoltato all’inizio è dell’istituto Luce ed è visibile su Yutube

Juke-Box

Abbiamo ascoltato alcuni pezzi del cantante libico Ahmed Fakroun, nato a Bengasi nel 1953, pioniere della musica araba moderna

(L’immagine di questa settimana è presa da una cartolina diffusa nel 1911-12 che esalta “i valorosi combattenti nel nome d’Italia nostra in Libia” fonte Wikipedia)

Il gennaio di questo 2021 ha visto una vera e propria esplosione di iniziative di celebrazioni per il centenario della nascita a Livorno del Partito comunista d’Italia e forse qualcuna in meno per la ricorrenza del trentesimo della sua fine, con l’ultimo congresso del PCI a Rimini del 1991. Come per tutti i grandi anniversari Vanloon è andato ad indagare, con una rassegna stampa specifica, quello che è stato detto – o meglio, che non è stato detto- attorno a questa ricorrenza dalla stampa e dai media main stream su comunisti e partiti del Novecento. 

Approfondimenti

La precisazione che deve essere fatta è che nessuno degli scomparsi partiti della Prima repubblica ha conosciuto un’attenzione così forte per una sua ricorrenza e questo è un primo dato: le pubblicazioni che ci sono state, soprattutto in edicola, sono state molte e di tanti tipi. In puntata abbiamo provato a fare una panoramica quanto più ampia possibile: qui trovate i riferimenti degli articoli e degli speciali che abbiamo analizzato. 

Speciale de “Il Manifesto” del 21 e 22 gennaio 2021 Profondo Rosso

“Il Venerdì di Repubblica” del 20 novembre 2020 n°1705 C’era una volta il PCI

 “Robinson” del 16 gennaio 2021 Qualcuno era comunista.

Antonio Carioti (a cura di), I dilemmi del PCI in mezzo al guado tra Est e Ovest in “La Lettura” del 28 dicembre 2020. 

Camilla Ravera, L’illusione di Gramsci, i consigli di Lenin, inedito pubblicato da “Il Fatto quotidiano” del 21 gennaio 2021. 

Marcello Flores, Da Livorno al Gulag sola andata, in “La Lettura” del 10 gennaio 2021. 

Per approfondire vi suggeriamo:

Il sito www.parteciparelademocrazia.it sul PCI in Emilia Romagna

Jukebox

Per la puntata abbiamo ascoltato delle canzoni tratte da un album del 1999, di The Gang, “Le radici e le ali”

(La copertina di questa settimana è presa da un fotogramma di Uomini e voci del Congresso socialista di Livorno edito dalla Cineteca di Bologna)

Inauguriamo i 100 anni dalla nascita del Pci con una puntata dedicata alla rappresentazione dei militanti comunisti nel cinema italiano dal dopoguerra fino agli anni Novanta. Come sono stati descritti, citati, immortalati, i comunisti nelle pellicole nostrane?

Approfondimenti

Abbiamo ascoltato gli spezzoni dei seguenti film:

Don Camillo e Peppone, Il ritorno di Don Camillo (1953) regia Julien Duvivier

I sovversivi (1967) regia fratelli Taviani

Lettera aperta ad un giornale della sera (1970) regia Citto Maselli

Il sospetto (1975) regia Citto Maselli

Un sacco bello (1980) regia di Carlo Verdone

Bianco rosso e Verdone (1981) regia di Carlo Verdone

Palombella rossa (1989) regia di Nanni Moretti

Ferie d’agosto (1995) regia di Paolo Virzì

abbiamo consulato il volume di Carlo Carotti, Avanti o popolo! Socialisti e comunisti dei film italiani 1945-2010 (Mimesis 2018)

Jukebox

L’ultima canzona l’abbiamo presa dalla colonna sonora del film Miss Marx di Susanna Nicchiarelli (2020), Downtown boys, L’ internazionale

(la copertina di questa settimana è presa da una scena del film I sovversivi” che riprende il funerale di Togliatti)

Appuntamento ricorrente di Vanloon è la lista dei libri per le vacanze: quando abbiamo iniziato abbiamo lanciato lo slogan “leggere e discutere di storia anche durante le feste”. Abbiamo selezionato una serie di letture tra quelle che maggiormente ci sono piaciute in questo 2019 fra quelle di storia, a carattere o ambientazione storica, senza considerare i tanti testi di cui ci siamo occupati durante questa prima parte della stagione.

Approfondimenti

In studio Debs e Frey, ma da casa ci hanno proposto le loro letture anche Olly e Priscilla. Qui la lista dei consigli di lettura della redazione: Olly suggerisce due approfondimenti sul fascismo: Dimitri Deliolanes, Colonnelli: il regime militare greco e la strategia del terrore in Italia, Fandangolibri e Nicola Tonietto, La genesi del neofascismo in Italia, Le Monnier (Quaderni di storia). Priscilla vira invece sul classico, proponendo la nuova edizione de Il Formaggio e i vermi di Carlo Ginzburg, appena uscita con Adelphi.

In occasione del cinquantesimo anniversario della Strage di Piazza Fontana, cui abbiamo dedicato l’intera puntata del 14 dicembre, è importante continuare a raccontare la storia dell’anarchico Giuseppe Pinelli, “suicidato” dalla polizia nei locali della questura di Milano. Al ritratto di questo militante ucciso dalla repressione di Stato ha dedicato il suo ultimo libro Paolo Pasi, Pinelli. Una storia, edito da Elèuthera. Per approfondire vi consigliamo di andare a recuperare anche il numero di novembre di «A. Rivista anarchica» che ha uno speciale intitolato Giuseppe Pinelli, Un uomo, un anarchico.

Oltre all’approfondimento su Pinelli, Frey ricorda il centenario della nascita dello scrittore italiano Primo Levi: la rivista web Doppiozero ha costruito in tutto l’anno un bellissimo speciale, il Dizionario Levi: in puntata vi abbiamo presentato quella dedicata al rapporto con l’antifascismo e la Resistenza di Elisabetta Ruffini. Debs, infine, segnala un romanzo, L’evento di Annie Ernaux pubblicato da L’orma editore e in trasmissione ne ha fatto una bellissima recensione parlando anche della narrazione pubblica dell’aborto, al centro di quest’ultima fatica di Ernaux.

Jukebox

Anche l’ascolto di oggi è marcato 2019, pur trattandosi del riepilogo di una carriera più che trentennale. Da “Best Of Billy Bragg At The BBC 1983 – 2019” ci siamo ascoltati, New England, The power is an union e Waiting for the great leap forward.

(La copertina di questa settimana è presa da qui)