Chi erano i bambini e le bambine nate in Italia da relazioni tra donne italiane e soldati afroamericani? Di chi erano figli? Come sono stati accolti dalle comunità locali e dalle istituzioni? La storica Silvana Patriarca ci accompagna attraverso il secondo dopoguerra e la sua scia di razzismo, per raccontarci le storie di bambini/e neri/e nati/e in Italia. Genere e razza sono linee che attraversano il periodo segnando la vita delle persone che hanno avuto a che fare nella propria comunità con razzismo e accoglienza, proprio quando la Repubblica Italiana cercava di darsi una ripulita, non troppo riuscita, dal passato fascista. Un percorso, quello segnato dalla Patriarca, in cui possiamo leggere di sistemi di potere basati sul colore della pelle, sulle proprie scelte affettive e sessuali, e su un’identità nazionale in cerca di conferme, tra continuità e novità con il Ventennio.

Approfondimenti

L’intervista a Silvana Patriarca si basa sul suo ultimo libro pubblicato da Einaudi nel 2021, Il colore della Repubblica. «Figli della guerra» e razzismo nell’Italia postfascista.

Jukebox

Abbiamo ascoltato:
Tammuriata Nera della Nuova Compagnia di Canto Popolare, James Senese e Napoli Centrale, Povero Munno dall’album O Sanghe, 2016

Questo tragico 2020 è stato un anno strano ma importante per la letteratura e per la letteratura dell’infanzia e per ragazzi: mentre bambini e adolescenti venivano sistematicamente ignorati dalla società e dai media, veniva celebrato dalle istituzioni l’anno di Gianni Rodari a 100 anni dalla nascita e 40 dalla morte, uno degli scrittori italiani che ha maggiormente dedicato attenzione ai più piccoli. 

In un contesto del genere è stato  significativo che si sia celebrato lo scrittore: si sono letti i suoi testi, si è parlato della sua riflessione pedagogica e si è cercato di collocare questo autore nel pantheon della cultura italiana senza confinarlo ad una sola età. Quello che è mancato secondo noi è stato il racconto di Rodari come un intellettuale inserito in un contesto storico e politico ben preciso e allo stesso tempo come un militante comunista che a parlato a bimbi e bimbe a ha riflettuto sulla pedagogia.

Per entrare in questa dimensione di Rodari abbiamo chiacchierato con Marco Fincardi, storico dell’Università di Venezia e Gianluca Gabrielli, storico e maestro di Bologna.

Approfondimenti

Fra le numerose pubblicazioni di quest’anno vi consigliamo la biografia di Vanessa Roghi, Lezioni di Fantastica. Storia di Gianni Rodari (Laterza) libro che ripercorre in maniera dettagliata il lungo percorso dell’autore. 

Da scoprire è il Cipollino nel paese dei soviet. La fortuna di Gianni Rodari in Urss (e Russia) di Anna Roberti (Lindau) 

Naturalmente, come emerso dall’intervista con Marco Fincardi parlare di Gianni Rodari è un’ottima occasione per conoscere l’esperienza della rivista “Il pioniere”, cui si è lungamente dedicato anche Alfredo Pasquali di Radio Città Fujiko
Qui si trovano le riproduzioni della rivista e del Manuale del pioniere scritto da Rodari e Carlo Pagliarini. Come cornice storiografica vi suggeriamo il libro di Juri Meda, Falce e fumetto. Storia della stampa periodica socialista e comunista per l’infanzia in Italia (1893-1965) Nerbini 2013

Jukebox

Puntata che parla di ragazzi e infanzia, abbiamo scelto di ascoltare i Tre allegri ragazzi morti con Quasi adatti, dall’album “La testa indipendente” (2001), La mia vita senza te dall’album “Nel giardino dei fantasmi” (2012) e Occhi bassi dall’album “Mostri e normali” del 1999

Puntata che viaggia fra storia e letteratura, andando a presentare un libro che, attraverso lo sguardo di due bambine, racconta la costruzione dell’Italia del totalitarismo Continue reading →