La redazione è salita a Monte Sole per le celebrazioni del 77esimo anniversario della strage. Vi facciamo riascoltare due interviste del 2017 a Toni Rovatti e Andrea Ventura e un nostro commento sull’oggi.

Approfondimenti

I riferimenti per questa puntata sono stati

Andrea Ventura è autore del libro I tempi del ricordo. La memoria pubblica del massacro di Monte Sole, Zikkaron edizioni 2017.

Toni Rovatti è stata una delle curatrici del progetto straginazifasciste.it

Sulla strage di Marzabotto/ Monte Sole una delle novità nel campo delle ricerche è il progetto dell’università di Colonia dal titolo Le stragi nell’Italia occupata (1943-45) nella memoria dei loro perpetratori Al link il progetto

Il Comitato per le onoranze funebri ai caduti di Marzabotto stra risistemando l’archivio fotografico e documentale che si trova nella biblioteca comunale di Marzabotto e che presto sarà accessibile e digitalizzato.

Un delle ultime sopravvissute alla strage di Casaglia, il 29 settembre 1944, Cornelia Paselli, ha appena dato alle stampe il libro autobiografico Vivere, nonostante tutto a cura di Alice Rocchi edito da Zikkaron

Per approfondire l’ultimo processo legato alla strage, ovvero il processo di La Spezia (2005-2007) consigliamo la visione de documentario di Germano Maccioni, Lo stato d’eccezione

Tutte le cifre che riguardano morti, feriti, sopravvissuti, località e spostamenti del Battaglione esplorante di Walter Reder tra il 29 settembre e il 4 ottobre 44 fanno riferimento al libro di Paolo Pezzino e Luca Baldissara, Il massacro. Guerra ai civili di Monte Sole edito da Il Mulino nel 2009. Ad oggi rimane lo studio più completo e preciso sulla strage.

La performance teatrale che vi abbiamo raccontato messa in scena dalla compagnia Archivio Zeta si chiama “ Per grazia ricevuta. A 70 anni dal processo Reder. Nidi di ragno/il tribunale umano

Juke-box

Ci ha accompagnato la musica dei Bevano est, Ellas dall’album “Fuoco centrale” del 1995 e José Gonzalés con Heartbeats dall’album “Veneer” del 2003

ERRATE CORRIGE: Olga all’inizio dice 74esimo della strage.

(la foto di questa settimana l’ha scattata Olga nel luglio 2021)

Nel 1996 il chitarrista Ry Cooder assieme al figlio Joachim e al produttore britannico Nick Gould atterrano a Cuba con un obiettivo molto ambizioso.

A causa di più trent’anni di embargo statunitense, dall’isola è uscita pochissima musica e il mercato occidentale poco conosce del famoso son. Negli studi Egrema de L’Avana viene radunato il meglio della scena musicale della capitale: vecchie glorie del passato quasi dimenticate come Ibrahim Ferrer, star senza tempo come Compay Segundo e protagonisti dei palcoscenici della Cuba socialista come Eliades de Ochoa del Cuarteto patria. Da questa jam-session di due settimana nacque un disco memorabile, Buena vista social club e un film omonimo realizzato da Wim Wenders nel 1998.  

Partendo dal venticinquesimo anniversario del disco andiamo ad indagare quella storia, mettendone in luce anche delle grosse semplificazioni.

Approfondimenti

Un buon inquadramento della “questione Buena vista” lo si può trovare con un ottimo articolo del musicista e critico musicale Valerio Corzani su “Alias” dell’11 settembre Buena Vista Social Club, ritorno al futuro. Altro articolo molto utile è la recensione dell’edizione del 25esimo anniversario del disco scritta da Andrea Trevaini su “Buscadero”n°447 del settembre 2021. 

Come avete sentito, nel corso della puntata abbiamo scelto di raccontare quello che si trova nella storia di Buena Vista Social Club, immergendoci nella Cuba della prima metà del Novecento. 

Per questo abbiamo fatto ricorso alle parole di Leonardo Padura Fuentes, grande giallista cubano che ha messo al centro di un’avventura del suo detective Mario Conde proprio L’Avana degli anni d’oro della musica in La nebbia del passato (Marco Tropea 2008) libro che vi consigliamo assolutamente di leggere. Per avere una buona cornice storico-musicale della storia cubana vi consigliamo la serie di podcast di Zibaldone, programma in lingua italiano di Radio Contrabanda di Barcellona Fidel alla linea del 2017: in particolare, utili per questa storia, sono le prime quattro.

Per averne un assaggio comunque vi raccomandiamo la lettura di La canzone all’opposizione a cura di Steven Forti e Sergio Secondiano Sacchi, voci del podcast, pubblicato su A/Rivista anarchica n. 418 estate 2017

Juke-box

Abbiamo ascoltato El carrattero, Chan chan e El quarto de la tula

(la foto di copertina è di Getty images e rappresenta una cartolina del Lefty Clark’s New Casino, conosciuto da tutti come Tropicana Club, a L’Havana negli anni ’50)