Il 13 febbraio festeggiamo la nascita di una poeta italiana spesso sottovalutata: Antonia Pozzi.
Per parlarci dei suoi scritti, delle sue montagne e della sua Milano, abbiamo invitato ai nostri microfoni Paolo Cognetti noto scrittore, vincitore del Premio Strega, che ha curato un libro sulla poeta: L’Antonia. Poesie, lettere e fotografie di Antonia Pozzi scelte e raccontate da Paolo Cognetti di Ponte alle Grazie.

Cognetti in questa puntata non si limita a ricordarci la bellezza degli scritti di Antonia Pozzi ma ci guida pian piano, tra le montagne che la poeta tanto amava e tra gli affetti della sua vita vissuta negli anni Venti e Trenta

Approfondimenti

Antonia Pozzi nasce il 13 febbraio 1912 a Milano, e sempre qui muore suicida il 3 dicembre del 1938. Scrive di affetti, sentimenti, di malesseri ma anche di luoghi, in particolare delle montagne e di Milano. Per prepararci alla scoperta di questa donna di inizio Novecento abbiamo letto:

Poesie, lettere e altri scritti, Antonia Pozzi ; a cura e con un racconto biografico (In riva alla vita) di Alessandra Cenni, Mondadori, 2021

Una *grazia di cui disfarsi : Antonia Pozzi: il dono della vita alle parole, Elisa Ruotolo , illustrazioni di Pia Valentinis, RueBallu, 2018

Come le vene vivono del sangue : vita imperdonabile di Antonia Pozzi, Gaia De Pascale
Milano, Ponte alle Grazie, 2016

Per troppa vita che ho nel sangue : Antonia Pozzi e la sua poesia,Graziella Bernabò
Milano : Viennepierre, 2004

Antonia Pozzi e la montagna, Marco Dalla Torre, Milano, Ancora, 2009

Juxebox

Abbiamo ascoltato:

Closer, Kate Simko feat Jem Cooke

Dopo esserci dedicati negli ultimi anni alla de-costruzione della questione delle foibe intervistando storiche e storici che si sono dedicati all’argomento, per il Giorno del Ricordo di quest’anno abbiamo deciso di affrontare la complessa tematica dell’Esodo degli istriani e dei giuliano-dalmati.

L’esodo degli optanti, così potrebbe essere chiamato utilizzando le definizioni che provengono dalla storia e non quelle della propaganda politica: una vicenda, sviluppatasi nell’arco di un complesso decennio fra la fine della guerra e il 1954, che fa parte della memoria del nostro paese e che merita di essere studiata con attenzione perché ci potrebbe aiutare ad abbracciare un’ottica transnazionale, capace di rompere le gabbie di una narrazione etnica e nazionalista.  

Ad accompagnarci in questo viaggio due storiche dell’Alto Adriatico, Francesca Rolandi dell’Istituto e archivio Masaryk dell’Accademia ceca delle scienze di Praga e Mila Orlić dell’Università di Rijeka

Approfondimenti

Il racconto dell’ Esodo spesso si è nutrito di memorialistica e di letteratura, anche interessante. Visto che è la prima volta che noi ce ne occupiamo, ci sembra utile offrire alcuni spunti storiografici capaci di dare un panorama generale. 

Vi raccomandiamo i contributi proposti Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea “Giorgio Agosti” che proprio in questi giorni è al centro di polemiche da parte dela giunta regionale di centro destra che accusa l’istituto di negazionismo perché rifiuta la definizione di genocidio per le foibe e  il mancato riconoscimento come genocidio. A questo link i riferimenti per le pubblicazioni sull’argomento dell’istituto, noi consigliamo Senza più tornare. L’esodo istriano, fiumano, dalmata e gli esodi nell’Europa del Novecento del 2012, in cui è presente anche un intervento di Mila Orlić. 

Di Mila Orlić suggeriamo anche il saggio Né italiani né slavi, state nation building jugoslavo nel Secondo dopoguerra in Istria, su “Contemporanea” n°4 del 2019 e Verso una patria ostile. Le migrazioni nell’alto Adriatico nel secondo dopoguerra: questioni interpretative su “Ricerche di storia politica” n°3 del 2021. 

Francesca Rolandi ha pubblicato nel 2015 Con ventiquattromila baci. L’influenza della cultura di massa italiana in Jugoslavia (1955-1965) per Bononia university press; un suo intervento più recente è Un trionfo mai richiesto? Partecipazione politica femminile e rappresentazioni di genere nella stampa locale di Fiume e Susak dopo la Grande guerra su”Italia contemporanea” n°293 del 2020.

Per riascoltare le vecchie puntate sul giorno del Ricordo cercate nella barra delle ricerche l’hashtag foibe

Jukebox

Avete riconosciuto Nina Simone con Ain’t got no i got life del 1968

Domenica 30 gennaio ricorre il cinquantesimo anniversario della domenica di sangue di Derry, quando l’esercito britannico aprì il fuoco su un corteo pacifico e nonviolento che reclamava i diritti civili della comunità cattolica.

In occasione di questa data vi riproponiamo la puntata che avevamo costruito per un precedente anniversario, aggiornandola con alcune riflessioni sull’andamento del processo.

Approfondimenti

Trattandosi di un vecchio materiale, non siamo riusciti purtroppo a recuperare gli appunti con cui avevamo costruito la puntata. 

Per tal motivo vi diamo alcuni spunti di lettura, utili in generale per comprendere la storia delle Sei contee dell’Irlanda del Nord e del conflitto contro l’occupazione britannica. 

Innanzitutto i due volumi editi da Odoya di Riccardo Michelucci, uno dei pochi attenti osservatori di quanto succede in Irlanda che abbiamo in Italia : il più vecchio, Storia del conflitto anglo-irlandese (2009) e il nuovissimo Guerra, pace, Brexit. Il lungo viaggio dell’Irlanda (2022).

Un vecchio libro fotografico quasi introvabile, Dall’Irlanda dopo Londonderry del fotografo Gian Butturini: un viaggio quasi in presa diretta che racconta la crescente radicalizzazione dell’Irlanda del Nord dopo la Bloody sunday.

 Infine, come omaggio allo scrittore Stefano Tassinari, abbiamo letto il racconto Bianco d’Irlanda dalla raccolta D’altri tempi edita con Alegre nel 2011

Jukebox

Oltre al noto successo degli U2, sono tante le canzoni dedicate alla giornata del 1972: visto che si tratta di una puntata di qualche anno fa, vi invitiamo a riscoprire questa lunga scaletta di canzoni cui ci eravamo rivolti anche noi sul sempre ricco sito Antiwar songs

Per questo giorno della memoria 2022 abbiamo messo insieme due film, un libro e una graphic novel che raccontano la difficoltà dei figli dei sopravvissuti di farsi raccontare l’esperienza dell’Olocausto.

Approfondimenti

Abbiamo parlato dei seguenti libri e film

Diane Wichtel, Viaggio a Treblinka, Battaglia edizioni, 2020

 Art Spiegelman, Maus, Einaudi, 2010 (Edizione integrale)

Gilles Paquet-Brenner, Le chiavi di Sara, 2010
Paolo Sorrentino, This must be the place, 2012

Jukebox

Ci siamo fatte guidare dai Pink Floyd con When the tiger broke free dall’album “The wall” del 1982 e dedicata da Roger Waters al padre che sbarcò ad Anzio con gli inglesi nel 1944.

L’altra è Free four dall’album “Obscured by clouds” del 1972

(la copertina di questa settimana è l’ormai iconico disegno di Maus in cui gli ebrei sono topi e i nazisti gatti)

Rosa Luxemburg è una rivoluzionaria, unica “Rosa rossa” tra i “compagni rossi” del socialismo e comunismo europeo dei primi del Novecento. I suoi testi sono ancora studiati, i suoi scritti sembrano oltrepassare le soglie del tempo più e meglio di altri pensatori.

Il suo drammatico assassinio, avvenuto il 15 gennaio 1919 a Berlino, l’ha resa un’icona immortale… ma solo a partire dagli anni ‘60 del secolo scorso

Approfondimenti

Per raccontare Rosa Luxemburg alla prova del tempo abbiamo scelto questi testi

Sergio Dalmasso, Una donna chiamata rivoluzione. Vita e opere di Rosa Luxemburg, Red star press 2019

Giovanna Branca, Margarethe Von Trotta: «Il mio sguardo su Rosa L.», “Il Manifesto”, 23 gennaio 2019, da leggere qui

Elena Mazzoni, Margarethe Von Trotta: «Intorno alle idee di Rosa Luxemburg si può unire la sinistra», “Left”, 24 gennaio 2019, da leggere qui

Francesco Bellusci, Un ritratto di Rosa Luxemburg. “Vorrei donarvi la mia inesauribile letizia interiore”, “Doppiozero”, 15 gennaio 2019, da leggere qui

L’intervista a Rossana Rossanda è su youtube

https://www.youtube.com/watch?v=Zx33nKfPikk&t=130s

Il film “Rosa L” lo potete trovare su Vimeo

Juke-box

Antonietta Laterza, Rosa Luxemburg, album “Le belle signore”, 1979

CCCP, Oh Battagliero!, album “Socialismo o barbarie”, 1987
Milva, Grabschrift 1919, in “Milva canta Brecht”, a cura di Giorgio Strehler, 1971

Come ogni anno, i biblio-consigli della redazione per concludere questo secondo anno di pandemia

Approfondimenti

Come da tradizione per l’ultima puntata dell’anno scegliamo i libri che ci sono piaciuti di più nell’arco dei 12 mesi passati in un 2021 segnato dalla ripresa di molti eventi in presenza e dalla riapertura dei luoghi della cultura.

Per gli altri libri che abbiamo consigliato in questo anno potete riascoltare l’ultima puntata prima dell’estate e tutte le 12 puntate di questa decima stagione

Ecco la nostra lista, di certo non esaustiva.

Mirella Mancini e Emilio Gianni (a cura di) 1871. La Comune di Parigi. 150 anni. I militanti del Consiglio della Comune, Edizioni Lotta comunista. 

 Quaderno n. 3 del Centro studi libertari Pinelli di Milano, Paolo Finzi, La pratica (imperfetta) dell’anarchia

Paolo Carusi, Manfredi Merluzzi (a cura di), Note Tricolori. La storia dell’Italia contemporanea attraverso la popular music, Pacini, 2021

Amir Issaa, Educazione rapida, ADD editore, 2021

Carlo Greppi, Il buon tedesco, Laterza. 2021

Alessandro Casellato (a cura di) Buone pratiche per la storia orale, Editpress 2021

Jukebox

Julie Bardo, Do this to me dall’album “Bauhaus, L’appartamento” 2021

Amir Issaa, Questa è Roma, dall’ album “Vita di prestigio” 2007

War on drugs, I don’t live here anymore, title track  2021

(la copertina di questa fine del 2021 è il murales “in the sky”realizzato da Millo nel borgo abruzzese di Aielli nel 2020)