Rodolfo Walsh è stato un giornalista argentino scomparso il 25 marzo del 1977 dopo aver denunciato, con il coraggio e la determinazione che sempre esistono anche nei contesti più disperati come quelli dittatoriali, i crimini della Giunta militare di Videla.

In occasione di questo quarantacinquesimo anniversario abbiamo deciso di ripercorrerne la vita e l’opera, andando alla ricerca delle tracce del suo periodismo narrativo, che ha fatto scuola in tutta l’America latina. Punto di partenza, ovviamente, il grande libro di cui ricorre quest’anno l’anniversario, Operazione Massacro del 1957.

Approfondimenti

La casa editrice Nuova Frontiera ha nel suo catalogo una selezione molto interessante della sua produzione giornalistica: naturalmente Operazione Massacro, ma anche Fotografie e Il violento mestiere di scrivere. Su quest’ultimo titolo ci siamo soffermati perché, grazie all’archivio audio di Radio Radicale, vi abbiamo trasmesso anche un estratto della presentazione che per quell’emittente aveva fatto il giornalista Alessandro Leogrande, curatore della pubblicazione.

Qui trovate il link alla trasmissione completa che consigliamo di ascoltare. Leogrande ha dedicato anche allo scrittore argentino una bella puntata di Wikiradio della Rai che trovate qui.

Per approfondire la produzione letteraria di Walsh vi raccomandiamo anche due titoli proposti dal catalogo delle edizioni SUR: Per non parlar del morto e Variazioni in rosso.

Jukebox

Puntata sui misteri, della letteratura ma purtroppo anche della realtà: ascolto perfetto Duke Ellington, Anatomy of a murder.

Abbiamo intervistato Alejandra Dandan, attivista per i diritti umani e responsabile dei contenuti museografici dell’Esma di Buenos Aires, prima caserma e luogo di tortura durante la dittatura di Videla, ora uno spazio a metà tra centro di memoria e museo. In un intreccio tra la storia, memoria viva e presente fatto di lotte e rivendicazioni.

Approfondimenti

Anche l’apertura dello spazio della memoria dell’Esma non è stato semplice. Prima della sua inaugurazione nel 2004 il governo argentino avrebbe voluto costruire un ambiguo monumento della riconciliazione nazionale. Solo dopo le proteste dei testimoni ancora vivi, delle abuelas de Plaza de Mayo e della gente comune, si è deciso di farlo diventare ciò che è oggi. Sul sito dedicato all’Esma si possono trovare foto e documentazione su passato e presente della caserma. Per un racconto dettagliato della dittatura Argentina:

  • Marcos Novaro, La dittatura argentina (1976-1983), Carocci, 2005
  • Norma Victoria Berti, Donne ai tempi dell’oscurità: voci di detenute politiche nell’Argentina della dittatura militare, SEB 27, 2009
  • Judith Gociol, Hernán Invernizzi, Golpe ai libri: la repressione della cultura durante l’ultima dittatura militare in Argentina (1976-1983), Nova Delphi, 2015

Jukebox

In questa puntata ci ha accompagnato Mercedes Sosa, voce argentina tra le più importanti per l’America latina e per il mondo. Abbiamo ascoltato il classico Cambia, todo cambia e Razòn de vivir.

(La copertina di questa settimana è presa dal sito dell’Esma ed è una foto del giorno dell’inaugurazione del museo il 24 marzo 2004)