Maggio è il mese che la redazione di Vanloon vuole dedicare alla working class nella declinazione più ampia del termine. Per questo cominciamo con uno sguardo sulle lotte bracciantili, la nascita della Federterra e la storia di Argentina Altobelli, segretaria della Federterra (e molto altro) tra il 1904 e il 1922

Approfondimenti

Sulla lotta dei braccianti dall’inizio del secolo ad oggi ci sono tantissimi libri, volumi, saggi.

Noi in particolare abbiamo sfogliato

Elisabetta Palumbo, Se otto ore vi sembran poche…Donne del sindacato agricolo (1904-1977) Ediesse, 2012

Piero Bevilacqua (a cura di), Storia dell’agricoltura italiana in età contemporanea, Donzelli, 1994

Emilio Sereni, Il capitalismo nelle campagne(1860-1900) Einaudi, 1968

La vita di Argentina Altobelli l’abbiamo ricostruita con

John Foot, La donna che ci ha svegliate, disponibile qui

Il sito della fondazione Argentina Altobelli

Nadia Ciani, Fuori da un secolare servaggio. Vita di Argentina Altobelli, Ediesse, 2011

Jukebox

La colonna sonora di questa puntata è metà musica e metà fonte.

Estratto da Novecento (atto I ) di Bernardo Bertolucci (1976)

Estratto da Nelle terre del delta del Po di Massimo Sani (1976)

Mondine di Novellare Se otto ore vi sembran poche

Mondine di Molinella, Son la mondina son la sfruttata

Veronica Condomì, Pregunta vos chacarera dall’album “Remedio pal alma” (2007)

Fabrizio De Andrè, Volta la carta dall’album “Rimini” (1978)

(La copertina di questa settimana è presa da.. Mondine nel mantovano, anni ’50.)

In queste giornate complesse la redazione di Vanloon vi propone una nuova puntata di Petit x, la rubrica che dedichiamo alle biografie, partendo dalla presentazione di un libro, Artemisia Gentileschi. L’artista in Italia. Guida ragionata alle opere nei musei, nelle chiese, gallerie e collezioni d’arte in Italia di Raoul Melotto, pubblicato da Odoya nel 2019 nella collana Guide d’artista. Un libro molto interessante, che ci conduce in un viaggio fra le opere di una pittrice dalla storia violenta e straordinaria.

Approfondimenti

La vicenda biografica di Artemisia Gentlileschi è nota soprattutto per il suo “processo per stupro”: caso quasi unico nella storia moderna, la pittrice portò in tribunale l’uomo che la violentò, l’artista Agostino Tassi, dovendo subire anche un processo invasivo e altrettanto violento che affrontò con orgoglio e determinazione. Nella puntata partiamo da questa storia per entrare nell’universo di una donna d’arte che superò le barriere di genere di una professione all’epoca quasi esclusivamente maschile. Per parlarvi di Artemisia siamo partiti, come ha fatto Melotto nella sua guida, dai quadri, vera essenza del suo percorso. 

Qui i quadri di cui vi abbiamo parlato

Susanna e i vecchioni (1610) conservato a Pommersfelden, Germania

Giuditta che decapita Oloferne (1612) conservato al museo Capodimonte di Napoli

Autoritratto come suonatrice di liuto (1617-1628) conservato a Hartford, USA

Ritratto di Artemisia Gentileschi di Simon Vouet (1623) conservato al Palazzo Blu di Pisa

Anche a Bologna si possono trovare quadri di Artemisia Gentileschi: vi invitiamo a recuperare la bella guida di Raoul Melotto per mettervi alla ricerca delle sue tracce in città. 

Oltre alle opere legate alla biografia dell’artista e ai viaggi per i luoghi della sua storia artistica, un percorso molto interessante che ci propone Melotto è quello fra i ritratti e gli autoritratti di Artemisia, spesso nascosti in scene sacre. Di recente ne è stato scoperto un altro realizzato da Orazio Gentileschi, nella chiesa del Gesù di Ancona, dalla storica dell’arte Lucia Panetti.

Jukebox

Nella puntata di oggi vi abbiamo proposto il disco “Hunter” (Domino Records 2018) della britannica Anna Calvi: un’opera che lei stessa ha definito come il suo lavoro più femminista e più queer. Perfetto quindi per questa puntata di storia di donne. I brani che abbiamo ascoltato sono As a man, Chain, Don’t Beat the Girl out of My Boy

(La copertina di questa settimana è presa da Artemisia Gentileschi, Giuditta che decapita Oloferne)