Per l’ultima puntata della stagione, come da tradizione, vi diamo alcuni consigli di lettura come semrpe tra storia, romanzi, biografie e fumetti. In quest’anno molto complicato che volge al termine ci siamo soffermate sulle uscite del 2021 che avremmo voluto presentare nelle puntate.

Approfondimenti

In ordine di apparizione vi abbiamo segnalato

Monica Lanfranco, PuntoG. Il femminismo al G8 di Genova (2001-2021) Vanda edizioni 2021  con due approfondimenti molto interessanti qui e qui

Marco Rovelli, Siamo noi a far ricca la terra: Romanzo di Claudio Lolli e dei suoi mondi, Minimum fax , 2021.

Jacopo ha citato l’articolo di Marco Rovelli, La poesia di Claudio Lolli è un conflitto messo in musica, lo trovate in “Domani” del 17 giugno 2021

Roberto Grassi, Cassadritta, Cocoino press 2021

Barbara Bonomi Romagnoli, Marina Turi, Laura non c’è, Fandango 2021

Maya De Leo, Queer. Storia culturale della comunità LGBT+, Einaudi 2021

Simone Brioni e Daniele Coberiati, Ideologia e rappresentazione. Percorsi attraverso la fantascienza italiana, Mimesis 2020

Paul Mendez, Latte arcobaleno, Blu Atlantide 2021

Manlio Calegari, La sega di Hitler. Storia di strani soldati(1944-45) EditPress 2021

Virgilia D’Andrea, Non sono vinta-Raccolta di scritti tra anarchia e antifascismo, Rina edizioni 2019

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Ci hanno fatto compagnia per il finale di stagione

Sons of Kemet, To never forget the source da “Black to the future” (2021)

Marvin Gaye, Inner city blues da “What’s going on” (1971)

Casino Royale, Tra noi dis-version, da “Polaris” (2021)

Il 16 febbraio 1943, in un piccolo villaggio della Tessaglia, i militari italiani coadiuvati da reparti di camicie nere, uccidono circa 150 ragazzi e uomini. Si consuma una delle più efferate stragi su civili perpetrate dagli italiani. durante l’occupazione della Grecia. Della vicenda, e soprattutto, della mancata giustizia, ne abbiamo parlato con Vincenzo Sinapi autore di Domenikon 1943. Quando ad ammazzare sono gli italiani, edito da Mursia nel 2021

Approfondimenti

Vincenzo Sinapi, giornalista dell’Ansa ci racconta con dovizia di particolari, l’iter giudiziario intorno alla vicenda di Domenikon, portando alla luce le porblematicità intorno al mancato processo negli anni immediatamente successivi alla fine della guerra, intorno anche al reperimento delle carte per imbastire il processo, ai mancati risarcimenti, alla riapertura dell’inchiesta negli anni Duemila, quando i carnefici erano quasi tutti deceduti.

Aleggia in queste pagine l’onta di una mancata Norimberga italiana, di una memoria costruita sul falso mito del soldato italiano che ancora fa eco nell’opinione pubblica,

A proposito di questo vi consigliamo di sfogliare il libro Paolo Pezzino e Luca Baldissara, Crimini e memorie di guerra, Violenze contro le popolazioni e politiche del ricordo, L’ancora del mediterraneo 2004

Filippo Focardi, Criminali di guerra in libertà. Un accordo segreto tra Italia e Germania federale, 1949-1955, Carocci 2008

Filippo Focardi e Lutz Klinnkhammer hanno firmato la prefazione al libro di Vincenzo Sinapi e si occupano da anni della memoria delle stragi in Italia e in Germania.

(La copertina di questa settimana è il francobollo commemorativo dell’occupazione italiana di Corfù, 1941)

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Ci ha accompagnato in questa puntata la voce di Ani Di Franco

Lo storico Francesco Filippi ci guida nei meandri della costruzione dell’identità nazionale con il suo nuovo libro, Prima gli italiani (si, ma quali?) edito da Laterza nella collana “Fact checking”

Approfondimenti

La storia della costruzione dell’identità italiana ha una ricca bibliografia ma è anche piena di stereotipi perpetrati nel tempo e rinverditi col passare degli anni.

Il libro di Francesco Filippi mette in fila, in un racconto che attraversa oltre un secolo, invenzoni, battute d’arresto e stratagemmi del fare gli italiani (e le italiane) con un punto fermo: chi ha in mano il potere di costruire la narrazione fa sempre parte della categoria maschio, bianco, adulto, borghese. pubblicamente eterosessuale. Per raccontare questa narrazione Filippi si appoggia ad una corposa bibliografia.

Vale la pena sfogliare un altro libro pubblicato da Laterza nel 2011, Alberto Maria Banti, Sublime madre nostra.La nazione italiana dal Risorgimento al fascismo

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Ci ha accompagnato per questa puntata “Storia di un impiegato” di Fabrizio De Andrè (1975)

(la copertina di questa settimana è presa da “Giuseppe Garibaldi”, acrilico su tela, 80×80, 2011)

In occasione della pubblicazione di Atlantide Hardcore D.I.Y PUNX: Live 2001/2015 vi raccontiamo la storia di uno dei punti di riferimento della scena punk harcore, dei movimenti femministi, queer e in generale delle esperienze di autogestione degli spazi sociali della città di Bologna e non solo.

Atlantide alloggiava negli spazi di uno dei due casseri di Porta Santo Stefano ed era crocevia di varie esperienze e collettivi come Antagonismo gay/S-maschieramenti, Clitoristrix e Nulla Osta i punx di Atlantide. Vivo grazie a queste realtà, lo spazio è diventato fin dal 2001 un centro internazionale e di dibattito di altissimo livello dei movimenti lgbtq ma anche un punto di riferimento della scena hardcore.

Nel 2015 dopo una lunga battaglia politica, che ha svelato l’ipocrisia dell’amministrazione bolognese, si arrivò allo sgombero. Dal 9 ottobre 2015 Atlantide infatti non c’è più e a oggi, maggio 2021, quelle mura che ci hanno regalato tante emozioni sono un cantiere senz’anima.

Approfondimenti

Per questa puntata abbiamo letto:

Atlantide Hardcore D.I.Y. Punx Live 2001/2015, Zooo Print and Press, Serimal Screenprinting Studio, Hellnation Red Star Press e Atlantide NullaOsta, Bologna, 2021

Siamo nati da soli. Punk, rock e politica in Italia e in Gran Bretagna (1977-1984) , Alessia Masini, Pacini Editore 2019

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Abbiamo ascoltato:
Asesinos, Los Crudos
We Laugh at Danger (And Break all the Rules)”, di Against Me!”
Sea Song, di Signorine Taytituc

Nel contesto del mese #workingclass di Vanloon, la puntata è dedicata alla narrativa e alla ricerca storica su donne e lavoro. 

Grandi assenti dalle narrazioni pubbliche sul lavoro e dalle ricostruzioni dei profili tradizionali del lavoratore e dell’operaio, le donne operaie compaiono invece come protagoniste di due bei romanzi pubblicati e ripubblicati dalla casa editrice Alegre nella collana curata da Alberto Prunetti: Tea Rooms. Operaie della ristorazione (2021) dell’autrice e militante comunista spagnola Luisa Carnés, pubblicato nel 1934 ma che ha conosciuto negli ultimi anni un enorme successo in Spagna grazie a una nuova edizione; Figlia di una vestaglia blu (2019) di Simona Baldanzi, nostra ospite nel corso della puntata, che rappresenta un raro e riuscitissimo esempio di narrativa sul lavoro delle donne, e anche di confronto generazionale sul lavoro delle donne, del nostro panorama letterario. 

Oltre a questi due romanzi, presenteremo una ricerca storica molto recente, Femminismo al lavoro. Come le donne hanno cambiato il sindacato in Italia e in Francia (1968-1983) della storica Anna Frisone ed edito da Viella nel 2020, che ruota attorno a una categoria complessa che si trova nell’intersezione tra la storia del sindacato e storia del movimento femminista e delle donne degli anni ‘60 e ‘70: “femminismo sindacale”. 

Approfondimenti

Oltre ai volumi protagonisti della puntata vi consigliamo: 

Eloisa Betti Precari e precarie. Una storia dell’Italia repubblicana, Carocci, 2018 a cui abbiamo dedicato questa puntata

Alice Diacono, Veniamo dal basso come un pugno sotto il mento, Battaglia, 2020. 

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Abbiamo ascoltato una grande nuova protagonista della musica britannica, Billy Nomates, voce della working class inglese e autrice di testi profondamente ispirati alla condizione e alle prospettive della classe lavoratrice. 
I brani che abbiamo trasmesso FNP (Forgotten Normal People) e No sono tratti dal suo album omonimo d’esordio del 2020 (errata corrige: in puntata diciamo secondo album ma trattasi del suo primo)

Il 16 maggio è una data che vogliamo ben scolpita nel nostro calendario civile: in qesto giorno del 1943 il generale nazista Jurgen Stroop dichiarava che il quartiere ebraico di Varsavia non esisteva più, segnando così l’atto finale della rivolta del Ghetto di Varsavia, uno dei primi atti di grande resistenza dal basso al nazismo in Europa. 

Protagonisti ne furono donne e uomini ebrei, figure che la storia ci ha raccontato solamente nel ruolo di vittime. Una storia che affronteremo parlando di tre libri: La resistenza ebraica in Europa. Storie e percorsi 1939-1945, Donzelli, 2021, di Daniele Susini, nostro ospite in trasmissione, «NOI CONOSCIAMO I SISTEMI DI HITLER». Il ghetto di Varsavia e l’insurrezione del 1943: voci e volti di una rivolta antifascista, edito da Red Star Press di Giorgio Pratolongo e La Shoah in me. Memorie di un combattente del ghetto di Varsavia di Simcha Rotem, edito da Sandro Teti editore

Approfondimenti

Una delle nostre “battaglie culturali” è proprio quella di voler raccontare gli episodi in cui quelle che vengono considerate vittime svolsero invece un ruolo da protagonisti, da attori consapevoli di una lotta: questo è particolarmente valido per la popolazione ebraica europea e la storia del Ghetto di Varsavia, che abbiamo raccontato attraverso la vita di Simcha Rotem, dirigente della ZOB (l’Organizzazione ebraica di combattimento) ne è un ottimo esempio. Il libro di Daniele Susini è uno dei migliori strumenti per riuscire a contestualizzare le tante forme della Resistenza ebraica in Europa. 

Un buon punto di partenza è comunque il celebre manifesto della resistenza ebraica di Vilnius che ci mostra quanto fosse sentita l’esigenza di rispondere alla persecuzione con l’azione: 

«Ebrei, difendetevi con le armi!Non credete alle false promesse degli assassini, non credete alle parole dei traditori. Chi oltrepassa la porta del ghetto va a Ponar!E Ponar significa morte!Ebrei! Non abbiamo nulla da perdere. La morte ci raggiungerà ovunque».

Oltre ai testi di cui vi abbiamo parlato in puntata, Daniele Susini ci ha lasciato un ulteriore approfondimento Il libro nero – Il genocidio nazista nei territori sovietici 1941-1945 a cura di di Vasilij Grossman e Il’ja Grigor’evič Ėrenburg, edito in Italia nel 1999 da Mondadori.

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Abbiamo ascoltato stralci dell’ album della band statunitense This will destroy you, “Young mountain” del 2005.