La storia dei terremoti e la storia delle popolazioni che lo subsiscono è ancora in parte da scrivere. I 40 anni dal sisma che colpì, il 23 novembre 1980 l’Irpinia, sono una buona occasione per riflettere. Ne abbiamo parlato con Gabriele Ivo Moscaritolo

Approfondimenti

I terremoti hanno fatto e fanno ancora parte della storia d’Italia. La lista dei terremoti italiani con le schede tecniche e le informazioni pratiche sono sul sito, sempre in aggiornamento, catalogo forti terremoti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

Il libro di Gabriele Ivo Moscaritolo, Memorie dal cratere. Storia sociale del terremoto in Irpinia, è edito da EditPress nel 2020.

La regista Lina Wertmuller dedica al terremoto irpino un documentario “è uan domenica sera di novembre” del 1981

Vi suggeriamo:

E. Guidoboni, G. Valensise (a cura di), L’Italia dei disastri. Dati e riflessioni sull’impatto degli eventi naturali 1861-2013, Bononia University Press, Bologna 2013

Avevamo già parlato di storia orale in una puntata dell’anno scorso con Giulia Zitelli Conti

All’inizio della puntata, il coordinatore della collana editoriale “storia orale” Giovanni Pietrangeli di cui il libro fa parte, ci spiega come è nato il progetto.

Qui le info pratiche

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Abbiamo acoltato i 24Grana con Accireme dall’album “Ghostwriter” (2008) e Resto sempre uguale dall’album “Metaversus” (1999)

(La copertina di questa settimana è presa da immagine del borgo vecchio di Conza della Campania)

Il 21 novembre 1920 in piazza Maggiore, a Bologna, si consuma una orrenda strage con 11 morti, dieci dei quali socialisti. Erano scesi in piazza per acclamare il nuovo sindaco Enio Gnudi, ma trovano sulla loro strada le camice nere bolognesi guidate da Leandro Arpinati.

Approfondimenti

La ricostruzione storica precisa dei momenti che precedono e seguono l’eccidio è piena di punti interrogativi e di lacune. Quello che sappiano è che non si arriverà mai a delle condanne, nonostante negli anni a seguire ci sia stato un processo, che le provocazioni da parte fascista erano usuali da un paio di mesi a quella parte, che le guardie regie non fecero molto per difendere i socialisti.

La ricostruzione più fedele la possiamo trovare nel libro di Nazario Sauro Onofri, La strage di palazzo d’Accursio. Origine e nascita del fascismo bolognese 1919-1920, edito da Feltrinelli nel 1980. Altri libri che abbiamo sfogliato per cercare di spiegare il clima di quegli anni sono stati: AA.VV, Fascimo e antifascismo nella Valle Padana, Clueb 2007; Massimo Ludovici (a cura di) Fascismi in Emilia-Romagna, Ponte Vecchio 1998; Giulia Albanese, La marcia su Roma, Laterza 2006. E un romanzo: M, il figlio del secolo di Antonio Scurati, Bompiani 2019

L’audio dell’ Istituto Luce è preso da qui

Per saperne di più sulla nascita del fascismo potete ascoltare questa puntata

Jukebox

Abbiamo ascoltato due pezzi tratti dal canzoniere delle Lame, Noi vogliamo l’uguaglianza e Tu, compagno; la canzone Se non li conoscete è di Fausto Amodei e la canzone che precede lo spoglio dei giornali di Frey è Eroi dei Redska

La voce che proclama il manifesto affisso dal cosiddetto Direttorio sui muri della città è di Sirio Tesori

(La copertina di questa settimana è presa da lapide commemorativa all’interno di palazzo d’Accursio)

Presentiamo, insieme ad alcuni degli autori, il numero 52 della rivista di storia della conflittualità sociale Zapruder (ed Mimesis)

Approfondimenti

Abbiamo intervistato due dei curatori del numero 52,Alessandro Stoppoloni e Alessandro Pes che ci ha anche parlato del suo articolo all’interno della rivista dal titolo “How the movies shape a society.Film e serie tv nel post Obama”. Abbiamo chiacchierato con Angelica Pesarini che ha scritto insieme a Guido Tintori, l’articolo “La grammatica della razza: identità e cittadinanza”.

Jukebox

Unico, bellissimo, ascolto per questa puntata: Tracy Chapman con Across the lines dall’album omonimo del 1993

(La copertina di questa settimana è presa da –)

Torna la nostra rubrica petit x, l’appuntamento che dedichiamo alla Storia letta attraverso le biografie e le storie di vita, con la presentazione dell’ultimo libro uscito in Italia del fumettista Nicola Gobbi, Rosso è il perdono. Redenzione di una brigatista, edito da Rizzoli Lizard nel 2020 con la sceneggiatura di due giornalisti francesi, Arnaud Gonzague e Olivier Tosseri. Una bella occasione per parlare di anni Settanta, della stagione dei movimenti e della lotta armata italiana ma anche delle maniere con cui l’arte e il fumetto in particolare possono raccontare il passato.

Approfondimenti

Nicola Gobbi è un disegnatore anconetano che lavora prevalentemente in Francia e ha più volte messo la sua matita al servizio del racconto della realtà: dal suo primo libro realizzato assieme a Jacopo Frey In fondo alla speranza. Ipotesi su Alex Langer, Comma 22 del 2013 fino alla sua ultima uscita del 2020 Tropiques toxiques su sceneggiatura di Jessica Oublié ed edito da Les Escales. In ogni suo libro, pur sceneggiato da altri, Nicola ha sempre inserito un tocco autoriale molto importante, che ha permesso di dare un’autentica definizione, pratica, della categoria fumetto di realtà. Un titolo per scoprire ciò di cui ci ha parlato in puntata è Come il colore della terra, edito da Eris Edizioni nel 2015 su sceneggiatura di Marco Gastoni.  In altre puntate vi abbiamo parlato di letteratura e lotta armata, oggi vi suggeriamo, sempre per inquadrare il discorso Gabriele Vitello, L’album di famiglia. Gli anni di piombo nella narrativa italiana, Transeuropa, 201

Jukebox

Per parlare della storia di una donna abbiamo scelto una cantate che è andata via troppo presto e di cui sentiamo la mancanza, Amy Winehouse. L’abbiamo ricordata con Valerie cover della band inglese The Zutons, Back to black dall’omonimo album del 2006 e Stronger than me dall’album “Frannk” del 2003

(La copertina di questa settimana è presa da una scena del fumetto)

Parliamo delle imminenti elezioni made in Usa attraverso una delle più famose strips americane, Doonesbury di Garry B. Trudeau. 

Nata nel 1970 durante gli anni a Yale dell’autore, questa striscia si è affermata come uno dei più potenti strumenti di irrisione del potere e della politica statunitense attraverso la satira ma allo stesso tempo è diventata, grazie ai suoi personaggi, uno specchio delle trasformazioni della cultura e della società USA. Seguendone i protagonisti e i volti ricorrenti vi parleremo quindi di fumetti entrando però nella storia di questo paese che si appresta ad entrare in uno dei suoi più importanti appuntamenti, le elezioni

Approfondimenti

Riportiamo qui una veloce rassegna della bibliografia di Doonesbury di cui ci siamo serviti nella puntata. I volumi disponibili in lingua italiana non sono tanti e devono essere ricercati fra biblioteche e fumetterie, con pazienza.

 Iniziamo da due libri pubblicati da Milanolibri nella collana i Libri di Linus rispettivamente nel 1973 e 1974, Doonesbury e …Attenti al mattone!

Una figura che va citata nella diffusione di questo fumetto in Italia è quella del giornalista Enzo Baldoni, scomparso tragicamente in Iraq nel 2004 che aveva coltivato il progetto di una pubblicazione e traduzione completa delle strisce di Doonesbury, che però si è fermata solo al primo volume, con Doonesbury. L’integrale 1970-1972, edito nel 2009 da Blackvelvet. 

Interessanti sono i volumi “monografici” Doonesbury. La lunga strada verso casa del 2006 e Doonesbury. Bel lavoro, George! del 2007, entrambi editi da Arcana. 

Sull’attuale presidente statunitense vi suggeriamo l’uscita più recente Trump! Trent’anni di Donald. Dalle strisce di «Doonesbury», pubblicato da Rizzoli Lizard nel 2017. Vi consigliamo infine di provare a recuperare un libro molto utile e molto bello, disponibile per i bolognesi alla Biblioteca Sala Borsa, Flashbacks. Il meglio di Doonesbury dagli anni ‘70 ad oggi, edito nel 1997 da Baldini&Castoldi: il volume offre una selezione storica delle migliori strisce, dando una loro contestualizzazione.

Jukebox

Per questa puntata ci siamo lasciate ispirare dalle sonorità punk-pop molto americane dei Greenday che hanno riportato la redazione di Vanloon ai fasti dell’adolescenza. Abbiamo ascoltato When I come around e She dall’album “Dookie” (1994), Armatage shanks da “Insomniac” (1995), la ballade Wake me up when september ends da “American idiot” (2004)

(La copertina di questa settimana è presa da una striscia di Doonsbury)

Questo tragico 2020 è stato un anno strano ma importante per la letteratura e per la letteratura dell’infanzia e per ragazzi: mentre bambini e adolescenti venivano sistematicamente ignorati dalla società e dai media, veniva celebrato dalle istituzioni l’anno di Gianni Rodari a 100 anni dalla nascita e 40 dalla morte, uno degli scrittori italiani che ha maggiormente dedicato attenzione ai più piccoli. 

In un contesto del genere è stato  significativo che si sia celebrato lo scrittore: si sono letti i suoi testi, si è parlato della sua riflessione pedagogica e si è cercato di collocare questo autore nel pantheon della cultura italiana senza confinarlo ad una sola età. Quello che è mancato secondo noi è stato il racconto di Rodari come un intellettuale inserito in un contesto storico e politico ben preciso e allo stesso tempo come un militante comunista che a parlato a bimbi e bimbe a ha riflettuto sulla pedagogia.

Per entrare in questa dimensione di Rodari abbiamo chiacchierato con Marco Fincardi, storico dell’Università di Venezia e Gianluca Gabrielli, storico e maestro di Bologna.

Approfondimenti

Fra le numerose pubblicazioni di quest’anno vi consigliamo la biografia di Vanessa Roghi, Lezioni di Fantastica. Storia di Gianni Rodari (Laterza) libro che ripercorre in maniera dettagliata il lungo percorso dell’autore. 

Da scoprire è il Cipollino nel paese dei soviet. La fortuna di Gianni Rodari in Urss (e Russia) di Anna Roberti (Lindau) 

Naturalmente, come emerso dall’intervista con Marco Fincardi parlare di Gianni Rodari è un’ottima occasione per conoscere l’esperienza della rivista “Il pioniere”, cui si è lungamente dedicato anche Alfredo Pasquali di Radio Città Fujiko
Qui si trovano le riproduzioni della rivista e del Manuale del pioniere scritto da Rodari e Carlo Pagliarini. Come cornice storiografica vi suggeriamo il libro di Juri Meda, Falce e fumetto. Storia della stampa periodica socialista e comunista per l’infanzia in Italia (1893-1965) Nerbini 2013

Jukebox

Puntata che parla di ragazzi e infanzia, abbiamo scelto di ascoltare i Tre allegri ragazzi morti con Quasi adatti, dall’album “La testa indipendente” (2001), La mia vita senza te dall’album “Nel giardino dei fantasmi” (2012) e Occhi bassi dall’album “Mostri e normali” del 1999