Il 18 marzo 1871 prendeva avvio a Parigi la grande esperienza della Comune di Parigi: protagonista assoluto è il proletariato parigino, orgoglioso della propria resistenza all’assedio da parte dei prussiani,  battuta finale della guerra tra francesi e Guglielmo di prussia. 

Il popolo parigino rompe ogni indugio innalzando bandiera rossa sull’Hotel de Ville e inaugurando un nuovo governo, quello della Comune. Per i 150 anni da quel momento rivoluzionario chiuso dalla feroce repressione della Repubblica di Versailles andiamo a ricostruire la storia di una delle sue protagoniste, Louise Michel.

Approfondimenti

Per ricostruire la straordinaria storia di Louise Michel- maestra, rivoluzionaria e combattente- ci siamo serviti del libro Il tempo di ciliegie, Elèuthera, 2018 di Marco Rovelli, di cui abbiamo anche ospitato un intervento in puntata. 

Questo libro ha naturalmente il suo cuore negli straordinari mesi della Comune ma ha il grande merito di raccontarci la storia di Michel che molto spesso viene ridotta all’immagine della “santa anarchica”, icona della resistenza alla cosiddetta “Guerra contro Parigi”, riprendendo la fortunata definizione dello storico Robert Tombs. 

Come ulteriori spunti su Louise Michel vi segnaliamo anche: 

-La ristampa da parte delle Edizioni Clichy de La Comune di Louise Michel; 

– La puntata di “Wikiradio” del 29/05/2020 in cui il pedagogista libertario Francesco Codello racconta Louise Michel prestando attenzione alla sua storia come maestra e come educatrice; 

-L’articolo di Andrea Staid, L’anarchica Louise amica dei “selvaggi”, pubblicato su “Left” del 3 Maggio 2020 dedicato all’esperienza della rivoluzionaria in Nuova Caledonia e al suo rapporto con i kanak

L’archivio della federazione anarchica di Imola ha stampato per questo anniversario, alcune cartoline commemorative con il dipinto che abbiamo scelto come immagine

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In questa puntata non potevamo non immergerci nella lingua francese, l’abbiamo fatto con

Serge Gainsbourg, La chanson de Prevert del 1962, Serge Utge Royo, La vie s’ecoule del 1974 e Leo Ferré Ni dieu ni maitre del 1965

(L a copertina di questa settimana è presa da Il’ja Efimovic Repin Anniversario della Comune di Parigi al Père-Lachaise 1883)

Protagonista di questa puntata è l’Europa donna e nera. 

Il mondo editoriale e quello della cultura sono luoghi del “privilegio bianco” e hanno avuto molte resistenze a pubblicare opere di autrici nere o che parlano di nere o di soggetti queer, working class e di persone che vivono ai margini della società e della cultura mainstream. Qualcosa è cambiato negli ultimi anni, in particolare grazie all’onda del movimento statunitense Black Lives Matter e all’impatto che questo ha avuto in Italia e in Europa. In questa puntata facciamo incontrare il Black History Month, che si celebra ormai da qualche anno nel mese di febbraio, con Lotto Marzo a partire da due libri bellissimi: il romanzo di Bernardine Evaristo, Ragazza, donna, altro, BigSur, 2020 e il saggio di Oiza Queens Day Obasuyi, Corpi estranei, People, 2020. 

Oiza Queens Day Obasuyi è nostra ospite in puntata e con lei parliamo di corpi delle donne nere, di stereotipi, di mentalità colonialiste, di cittadinanza e migrazioni, di razzismo e antirazzismo.

Approfondimenti

Un assaggio del libro di Oiza Queens Day Obasuyi su “Il libraio”

Una bella intervista a Bernardine Evaristo su “The Guardian

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Abbiamo ascoltato Cynthia Richards, If your’re ready come go with me del 1974

(La copertina di questa settimana è presa da Aida Muluneh, Sai Mado, The Distant Gaze, 2016, Fotografia digitale)

Il black history month ci impone di riflettere anche sul colonialismo italiano, sulla mancata decolonizzazione della società repubblicana, sugli strascichi che ci portiamo dietro ancora oggi. Ne abbiamo parlato con Marcello Goussot e Valeria Deplano

Approfondimenti

A proposito di black history month americano citiamo un romanzo per tutti, una pietra miliare della cultura afroamericana, Amatissima di Toni Morrison, uscito per la prima volta negli Usa nel 1988 con il titolo di Beloved. Nel 1993 Toni Morrison è la prima donna afroamericana, e per ora anche l’ultima, a ricevere il premio Nobel per la letteratura.

La bibliografia sul colonialismo italiano è ormai molto vasta. Vi segnaliamo l’ultimo libro su Debre Libanos, episodio accennato in puntata.Paolo Borruso, Debre Libanos 1937. Il più grave crimine di guerra dell’Italia, Laterza, 2020

Per una carrellata generale vi consigliamo: Gian Paolo Calchi Novati, L’Africa d’Italia: una storia coloniale e postcoloniale, Carocci 2011

Valeria Deplano ha scritto molto sugli strascichi della mentalità imperiale nella società repubblicana. L’ultimo libro è Per una nazione coloniale. Il progetto imperiale fascista nei periodici coloniali, Morlacchi editore 2018. Ha inoltre curato insieme ad Alessandro Pes il volume collettaneo Quel che resta dell’impero. La cultura coloniale degli italiani, Mimesis 2014, da cui abbiamo tratto riflessioni e informazioni su questa puntata.

Abbiamo parlato di colonialismo anche in una puntata del 2017 dedicata alla Libia e riascoltabile qui

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Traccia unica per questa puntata: RT&B, Forward to zion del 1979

(La copertina di questa settimana è presa da “la domenica del Corriere” del 17 dicembre 1936 )

Prosegue in questa puntata il viaggio di Vanloon  al di là dell’Adriatico per entrare nella memoria, in questa puntata vi raccontiamo quello che è stato l’atto conclusivo delle guerre scoppiate negli anni Novanta nei Balcani: il bombardamento della Serbia del marzo 1999 come ritorsione della Nato per la Guerra in Kosovo. Oltre a cercare di riprendere il filo di una parte della storia contemporanea di cui si parla troppo poco, in questa puntata abbiamo  deciso di ricostruirne anche la memoria: abbiamo intervistato Ana, un’attivista di Belgrado che ha vissuto i 78 giorni di bombardamenti Nato, schiacciata dal pericolo che veniva dal cielo e la repressione del governo Milosevic.

Approfondimenti

La guerra in Kosovo e i bombardamenti della Nato, in violazione della Convezione Onu e per l’Italia in piena violazione dell’articolo 11 della Costituzione, sono stati i primi esempi della “guerra umanitaria” che avrebbe dominato gli anni Duemila. Molto utile come inquadramento lo speciale de “Il manifesto” del 22 marzo 2019 Il cielo sopra Belgrado. Per approfondire poi vi suggeriamo anche il bel libro curato da Tommaso Di Francesco Breviario jugoslavo. Colloqui con Predrag Matvejevic (Manifestolibri 2018) 

Una questione che abbiamo solo citato ma che meriterebbe una riflessione più approfondita è quella della spaccatura che si creò anche in Italia all’interno del mondo del pacifismo a seguito di questo intervento militare dell’alleato statunitense: noi vi suggeriamo di recuperare la riflessione fatta da uno dei protagonisti del nostro movimento della pace Giulio Marcon con Fare pace. Jugoslavia, Iraq, Medio Oriente: culture politiche e pratiche del pacifismo italiano dopo il 1989 (Edizioni dell’Asino 2011)

In puntata vi abbiamo citato gli studi di Marco Abram, storico dell’Università di Trento e collaboratore di Osservatorio Balcani e Caucaso, sulla questione della memoria del conflitto;  vi segnaliamo questi articoli:

Ricordare i conflitti degli anni Novanta Guerre jugoslave, militarizzazione della memoria

Balcani, Europa, violenza, politica, memoria

Per riascoltare la nostra puntata sulle guerre Balcaniche “Jovan Divijak: il saltatore di muri di Sarajevo” cliccate qui

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Abbiamo ascoltato diverse canzoni, di cui due consigliateci da Ana, che ce ne ha parlato come la sua “colonna sonora” dei giorni della guerra:  Bjesovi, Kad mi stane dah dall’album “Sve što Vidim I Sve Što Znam” (1997) KUD Idijoti, Ja Sjećam Se dall’album “Cijena Ponosa” (1997)

Abbiamo omaggiato Enrico Greppi, Enriquez della Bandabardò,appena scomparso con Succederà, dall’album “Fuori orario” (2006) colonna sonora della nostra adolescenza e oltre.

Abbiamo chiuso con i Colle der fomento, storia di una lunga guerra dall’album “Adversus” (2018)

(La copertina di questa settimana è presa da scorcio di Belgrado oggi )

Abbiamo intervistato Jessica Matteo, autrice del libro “Parole pubbliche e memorie private. L’antifascismo militante a Roma negli anni ’70” (Polis.Sa edizioni) che ci ha raccontato lo scontro tra fascismo e antifascismo nei quartieri romani.

Approfondimenti

Oltre al libro di Jessica Matteo, abbiamo citato in puntata

Centro studi movimenti di Parma, Parma Dentro la rivolta,Punto rosso 2000 in particolare abbianmo citato Almirante non parlerà Radici e caratteri dell’antifascismo militante parmense di William Gambetta

Cristiano Armati, Cuori rossi, Newton Compton 2008

Abbiamo dedicato una puntata alla bibliografia sugli anni ’70 nella stagione 2017 di Vanloon, la potete ascoltare qui

Abbiamo ascoltato un estratto della trasmissione di Radio Popolare andata in onda nel gennaio 1978 ” è giusto uccidere i fascisti?” e ascoltabile qui

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Abbiamo ascoltato gli FFD con Parma antifascista e i Tear me down con 10,100, 1000 Acca Larentia

(La copertina di questa settimana è presa da archivio Getty images Roma 29 settembre 1970)

La vicenda delle Foibe è uno degli esempi più evidenti di come la storia non è solo una questione di addetti ai lavori, ma è qualcosa che va aldilà della ricerca per prendere vie a volte grottesche. Ne abbiamo parlato con lo storico Eric Gobetti che ha scritto per Laterza il libro “E allora le foibe?” appena uscito.

Approfondimenti

Il libro di Gobetti può essere un buon punto di partenza per approfondire questioni legate al confine orientale. Infatti la parte finale del libro è dedicata ad una bibliografia ragionata divisa per temi: il confine, l’occupazione italiana, la Resistenza jugoslava, il fascismo, le foibe, l’esodo, memorie e uso politico.

Per noi di Vanloon è il terzo anno che parliamo delle foibe in occasione del giorno del ricordo, due anni fa siamo state in compagnia di Piero Purich, l’anno scorso abbiamo chiacchierato con Viola Santi

Sul sito dell’istituto storico della Resistenza del Friuli Venezia Giulia è stato pubblicato l’anno scorso un vademecum per il giorno del ricordo, da scaricare e leggere

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Siamo state in compagnia di Fela Kuti e del suo No agreement del 1977

(Nella copertina di questa settimana c’è Caterina Guzzanti in Vicky di casapound)