Prosegue in questa puntata il viaggio di Vanloon  al di là dell’Adriatico per entrare nella memoria, in questa puntata vi raccontiamo quello che è stato l’atto conclusivo delle guerre scoppiate negli anni Novanta nei Balcani: il bombardamento della Serbia del marzo 1999 come ritorsione della Nato per la Guerra in Kosovo. Oltre a cercare di riprendere il filo di una parte della storia contemporanea di cui si parla troppo poco, in questa puntata abbiamo  deciso di ricostruirne anche la memoria: abbiamo intervistato Ana, un’attivista di Belgrado che ha vissuto i 78 giorni di bombardamenti Nato, schiacciata dal pericolo che veniva dal cielo e la repressione del governo Milosevic.

Approfondimenti

La guerra in Kosovo e i bombardamenti della Nato, in violazione della Convezione Onu e per l’Italia in piena violazione dell’articolo 11 della Costituzione, sono stati i primi esempi della “guerra umanitaria” che avrebbe dominato gli anni Duemila. Molto utile come inquadramento lo speciale de “Il manifesto” del 22 marzo 2019 Il cielo sopra Belgrado. Per approfondire poi vi suggeriamo anche il bel libro curato da Tommaso Di Francesco Breviario jugoslavo. Colloqui con Predrag Matvejevic (Manifestolibri 2018) 

Una questione che abbiamo solo citato ma che meriterebbe una riflessione più approfondita è quella della spaccatura che si creò anche in Italia all’interno del mondo del pacifismo a seguito di questo intervento militare dell’alleato statunitense: noi vi suggeriamo di recuperare la riflessione fatta da uno dei protagonisti del nostro movimento della pace Giulio Marcon con Fare pace. Jugoslavia, Iraq, Medio Oriente: culture politiche e pratiche del pacifismo italiano dopo il 1989 (Edizioni dell’Asino 2011)

In puntata vi abbiamo citato gli studi di Marco Abram, storico dell’Università di Trento e collaboratore di Osservatorio Balcani e Caucaso, sulla questione della memoria del conflitto;  vi segnaliamo questi articoli:

Ricordare i conflitti degli anni Novanta Guerre jugoslave, militarizzazione della memoria

Balcani, Europa, violenza, politica, memoria

Per riascoltare la nostra puntata sulle guerre Balcaniche “Jovan Divijak: il saltatore di muri di Sarajevo” cliccate qui

Jukebox

Abbiamo ascoltato diverse canzoni, di cui due consigliateci da Ana, che ce ne ha parlato come la sua “colonna sonora” dei giorni della guerra:  Bjesovi, Kad mi stane dah dall’album “Sve što Vidim I Sve Što Znam” (1997) KUD Idijoti, Ja Sjećam Se dall’album “Cijena Ponosa” (1997)

Abbiamo omaggiato Enrico Greppi, Enriquez della Bandabardò,appena scomparso con Succederà, dall’album “Fuori orario” (2006) colonna sonora della nostra adolescenza e oltre.

Abbiamo chiuso con i Colle der fomento, storia di una lunga guerra dall’album “Adversus” (2018)

(La copertina di questa settimana è presa da scorcio di Belgrado oggi )

Con questa puntata entriamo nel racconto delle guerre di Jugoslavia, dal 1991 della guerra per l’indipendenza della Slovenia fino al 1999 dei bombardamenti Nato su Belgrado. Una serie di conflitti che gettavano le radici in scontri etnici, politici e geopolitici, in cui si misurò la tragedia di una nuova guerra in Europa nel silenzio e nella difficoltà di prendere una posizione da parte delle istituzioni comunitarie. 

Per entrare nella memoria di questa pagina dolorosa della storia contemporanea abbiamo scelto di presentarvi nove fumetti che l’hanno raccontato, già dagli anni Novanta, e che abbiamo usato per capire qual è la memoria delle guerre in tempo di pace

Approfondimenti

Iniziamo con un testo di storiografia di inquadramento:  Joze Pirjevec, Le guerre jugoslave. 1991-1999, Einaudi, 2009. 

I fumetti che abbiamo analizzato per entrare nel discorso sono suddivisi in base alla maniera con cui hanno raccontato il conflitto. Le date che abbiamo inserito fanno riferimento alle edizioni che siamo riusciti a consultare. 

Il racconto della realtà

Joe Sacco, Goradze. Area protetta, Mondadori, 2005.

Joe Kubert, Fax da Sarajevo, Mondadori comics, 2017.

Tomaz Lavric, Racconti di Bosnia e Tempi nuovi, Magic Press, 2000 e 2003.

Aleksander Zograf, Lettere dalla Serbia. Un fumettista sotto le bombe, Punto zero, 1999

La guerra nella fantasia

Dalla serie Grendel di Matt Wagner Darko Macan e Edvin Biukovic, Grendel tale. Demoni e morti, Magic Press, 2012. 

La serie “Dampyr” della Sergio Bonelli Editore si è occupata spesso della guerra nei Balcani; in particolare vi suggeriamo i seguenti numeri: n°1 Il figlio del diavolo, 11 Nemesis, 14 I ribelli, 109 Il cuore di Gorislav, Speciale n°5 La leggenda del vecchio ponte

La metafora della guerra

Jacopo Frey e Nicola Gobbi, In fondo alla speranza. Ipotesi su Alex Langer, Comma 22, 2013. 

Sergio Staino, Il romanzo di Bobo, Feltrinelli, 2001. 

Gipi, Appunti per una storia di guerra, Coconino press Fandango, 2005. 

Jukebox

Anche in questa puntata le canzoni che abbiamo ascoltato hanno contribuito al racconto che abbiamo fatto con i fumetti: Casino Royale, In picchiata dall’album “Crx” (1997); CSI, Cupe Vampe dall’album “Linea gotica” (1996; )Pj Harvey, Chains of keys dall’album “The Hope Six Demolition Project” (2016)

(La copertina di questa settimana è presa da…)

La puntata di questa settimana è dedicata al gigante della musica contemporanea Tricky e ai 25 anni del suo primo disco come solista, il capolavoro Maxinquaye.

Prendiamo spunto da atmosfere e personaggi che popolano la sua musica e la sua vita per sbirciare la cultura e la società britannica dei primi anni ‘90. In questo viaggio non potevamo non farci accompagnare dall’amato e compianto Mark Fisher

Approfondimenti

Mark Fisher, Spettri della mia vita. Scritti su depressione, hauntologia e futuri perduti, Minimum fax, 2019

Due articoli reperibili on-line sono

Ian Penman, Black Secret Tricknology, in “The Wire” marzo 1995

David Bowie, “You Don’t Wanna Be Painting Your Face Like That…”, Q Magazine”, ottobre 1995

Jukebox

Abbiamo ascoltato dall’album “Maxinquaye”(B’way Records) i brani Aftermath, Overcome, You Don’t, The Hell is Around the Corner

(La copertina di questa settimana è la copertina dell’album di cui parliamo)

La puntata di questa settimana è dedicata a uno degli ambiti preferiti di Vanloon, la storia dei movimenti, in particolare al trentennale del movimento della Pantera. Abbiamo intervistato Simone Lucido, attivista della Pantera di Palermo, città che ha generato il movimento con l’occupazione della Facoltà di Lettere il 5 dicembre del 1989. Scopriamo grazie a lui che quella non fu un’esplosione improvvisa ma il risultato di tanti fattori, compresi una lunga, anche se quasi sconosciuta, effervescenza politica e culturale del meridione durante gli anni ‘80.

Approfondimenti

Qualche libro per avvicinarci alla storia e alla genesi di questo movimento

Nando Simeone, Gli studenti della pantera. Storia di un movimento dimenticato, Alegre 2010

AA.VV., L’aeroplano e le stelle. Storia orale di una relatà studentesca prima e dopo la pantera,Manifestolibri 1995

Marco Capitelli(a cura di), La pantera siamo noi, Istant books C.I.D.S 1990

Jukebox

Per la puntata di oggi, vi abbiamo proposto gli albori del rap italiano con “Stop al panico!” del 1991, pezzo figlio della Pantera e dei centri sociali degli anni ‘90 e quello che ormai possiamo definire un classico, Neffa e i messaggeri della dopa con “Aspettando il sole” dall’album omonimo del 1996