La risoluzione del 19 settembre e i pericoli di una storia istituzionalizzata

Il 19 settembre il Parlamento europeo ha adottato, a larghissima maggioranza, una risoluzione per l’anniversario dello scoppio della Seconda guerra mondiale: un’operazione politica attraverso la complessa questione della memoria che coinvolge gli equilibri attuali dell’Unione, il complesso ricordo dell’Est e che poco ha dialogato con la ricerca storica. Nell’arco di questa puntata abbiamo preparato una rassegna stampa per raccogliere voci, questa volta sì, di storici e provare ad analizzare la complessità di una decisione politica che invece viene presentata come al di sopra delle parti.

Approfondimenti

Nella nostra rassegna abbiamo lasciato ampio spazio al numero 40 di «Left» del 4 ottobre 2019, che apriva in copertina proprio sulla risoluzione europea. Questi gli articoli che vi abbiamo letto:

  • Roberto Musacchio, Caro Sassoli, C’è differenza tra comunismo e nazismo
  • Checchino Antonini, Neri e rossi pari non sono, e non lo sono mai stati

Nell’articolo di Musacchio si fa riferimento alle seguenti risoluzioni che vi segnaliamo: Risoluzione del Parlamento europeo sul sessantesimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale in Europa, l’8 maggio 1945; Risoluzione del Parlamento europeo del 25 ottobre 2018 sull’aumento della violenza neofascista in Europa.

Rassegna stampa sicuramente “partigiana”, quella di oggi, in cui però siamo riusciti a trovare degli ottimi spunti di discussione. Da «il manifesto» vi abbiamo proposto l’articolo di Claudio Vercelli, La banalizzazione del male, in edicola il 25 settembre 2019. Il sito La storia e le storie – Il blog degli storici del Friuli occidentale (ottimo portale di storici e storiche di Pordenone) dà conto del dibattito sviluppatosi aprendo una pagina dedicata ad appelli e analisi.

Jukebox

Ascolti pescati da vari album, scelti però come strada per riprendere una certa narrazione della Resistenza e della Seconda guerra mondiale: Erode, Stalingrado da “Tempo che non ritorna” (2004), Brigada Flores Magon, Heros et martyrs da “Flores Magon” (2000) e Partisans da “Anges Gardiens” (2001).

(La copertina di questa settimana è presa da Asiablog.it)

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