In occasione della speciale settimana di trasmissioni “Dalla Liberazione al Lavoro” di Radio Città Fujiko la redazione di Vanloon ha deciso di raccontare un momento della storia in cui il proletariato è sceso in piazza contro la guerra, sognando la Repubblica sociale. Un avvenimento inedito, una sommossa scoppiata dopo l’eccidio del 7 giugno 1914 di Ancona, quando le guardie regie uccisero tre lavoratori che si è diffusa per buona parte dell’Italia centrale soprattutto, passando di bocca in bocca, trasformandosi in quell’evento che conosciamo come Settimana rossa. Ad aiutarci a comprendere questa settimana di rivoluzione praticata ed immaginata, Roberto Giulianelli, storico e docente dell’Università Politecnica delle Marche.

Approfondimenti

Per la puntata abbiamo usato questi libri che sono anche fra le pubblicazioni più recenti uscite sull’argomento: 

Antonio Senta (a cura di), La rivoluzione scende in strada. La Settimana rossa nella storia d’Italia 1914-2014, Zero in condotta, 2016. 

Mario Carassai, Patrizia Gabbanelli, Nino Lucantoni e Emanuele Mobili (a cura di), La Settimana rossa cent’anni dopo, catalogo della mostra tenutasi ad Ancona dal 7 giugno al 20 luglio del 2014. 

Consigliamo poi un “classico” Luigi Lotti, La Settimana rossa, Le Monnier, 1965

Il 31 marzo 1921 a Udine nasceva Laura Conti: partigiana, scrittrice, politica del Pci, femminista, divulgatrice e soprattutto ambientalista. La passione politica di Laura Conti si mischia con quella per la scienza, sono infatti la sensibilità sociale e il rigore scientifico gli ingredienti principali per il suo attivismo e per la sua scrittura. Laura Conti è una donna troppo poco ricordata nonostante una vita sempre in fermento. Dalla battaglia per Seveso a Legambiente la sua vita è stata un continuo impegnarsi per l’ecologia sempre accompagnata ad una critica del sistema capitalista. In questa puntata abbiamo ospitato Barbara Bonomi Romagnoli che ci ha aiutato a inquadrare i grandi temi dell’attivismo di Laura.

Approfondimenti

Per questa puntata abbiamo letto:

  • Cecilia e le streghe, Laura Conti, Fandango, 2021
  • La bambina con la faccia da Lepre, Laura Conti, Fandango, 2021
  • Laura non c’è. Dialoghi possibili con Laura Conti, Marina Turi e Barbara Bonomi Romagnoli, Fandango 2021
  • Il tormento e lo scudo, un compromesso contro le donne, Laura Conti, Gabriele Mazzotta, 1981
  • Donne privato politico: storie personali di 21 donne del PCI, a cura Erica Scroppo, Mazzotta, 1979

Jukebox

Abbiamo ascoltato:

Mars 500 di Clohé, Permanent Vacation, 2021

Partigiane, operaie. Sono loro che nel marzo ’44 e soprattutto nel marzo ’45 danno impulso alle lotte sociali. Protagoniste della resistenza, vi raccontiamo alcune storie di queste donne.

Gli scioperi del 1944 sono stati una cesura importante per il movimento partigiano, perché rappresentano il momento in cui la lotta esce dalla clandestinità e si unisce al movimento dei lavoratori. Una serie di scioperi che ha toccato tutte le principali città industriali italiane, per protestare contro i programmati trasferimenti in Germania, la guerra, la fame, il fascismo e gli occupanti tedeschi.

Le donne hanno organizzato, iniziato e preso parte agli scioperi, per poi finire spesso arrestate, torturate o licenziate. Molte di queste, dopo la stagione del ’44 si sono unite alla Resistenza

Approfondimenti

Per costruire questa puntata abbiamo utilizzato le testimonianze delle partigiane contenute nel volume La Resistenza a Bologna (volume 4) di Luciano Bergonzini l’opera in più volumi che contiene le testimonianze di centinaia di partgiani di Bologna e provincia, opera uscita a partire dal 1967

Sempre utile e ricco di spunti è La svastica a Bologna. Settembre 1943-aprile 1945 dello stesso autore, uscito nel 1998

AA.VV.,Bologna in guerra. 1940-1945, Franco Angeli 1995, in particolare il saggio di Giorgio Pedrocco “L’industria tra autarchia e guerra”

Sempre utile è il sito www.storiaememoriadibologna.it

La testimonianza di Germana Boldrini è tratta dal documentario di Liliiana Cavani “La donna nella Resistenza” girato in occasione del 20 anniversario della Liberazione (1965) disponibile su youtube.

Il cinegiornale dell’istuto Luce è del 13/11/1942 “Fabbriguerra. Officine di guerra dove si lavora senza tregua”

Vanloon ha dedicato moltissime puntata alla Resistenza, specialmente nel mese di aprile, in cui va in onda il nostro mese partgiano, di cui questa puntata è un bell’anticipo.

Jukebox

Canti di lotta, La GAP e l’inconfondibile voce di Giuni Russo con “notturno d’Italia”

Rosa Luxemburg è una rivoluzionaria, unica “Rosa rossa” tra i “compagni rossi” del socialismo e comunismo europeo dei primi del Novecento. I suoi testi sono ancora studiati, i suoi scritti sembrano oltrepassare le soglie del tempo più e meglio di altri pensatori.

Il suo drammatico assassinio, avvenuto il 15 gennaio 1919 a Berlino, l’ha resa un’icona immortale… ma solo a partire dagli anni ‘60 del secolo scorso

Approfondimenti

Per raccontare Rosa Luxemburg alla prova del tempo abbiamo scelto questi testi

Sergio Dalmasso, Una donna chiamata rivoluzione. Vita e opere di Rosa Luxemburg, Red star press 2019

Giovanna Branca, Margarethe Von Trotta: «Il mio sguardo su Rosa L.», “Il Manifesto”, 23 gennaio 2019, da leggere qui

Elena Mazzoni, Margarethe Von Trotta: «Intorno alle idee di Rosa Luxemburg si può unire la sinistra», “Left”, 24 gennaio 2019, da leggere qui

Francesco Bellusci, Un ritratto di Rosa Luxemburg. “Vorrei donarvi la mia inesauribile letizia interiore”, “Doppiozero”, 15 gennaio 2019, da leggere qui

L’intervista a Rossana Rossanda è su youtube

https://www.youtube.com/watch?v=Zx33nKfPikk&t=130s

Il film “Rosa L” lo potete trovare su Vimeo

Juke-box

Antonietta Laterza, Rosa Luxemburg, album “Le belle signore”, 1979

CCCP, Oh Battagliero!, album “Socialismo o barbarie”, 1987
Milva, Grabschrift 1919, in “Milva canta Brecht”, a cura di Giorgio Strehler, 1971

Nel contesto del mese #workingclass di Vanloon, la puntata è dedicata alla narrativa e alla ricerca storica su donne e lavoro. 

Grandi assenti dalle narrazioni pubbliche sul lavoro e dalle ricostruzioni dei profili tradizionali del lavoratore e dell’operaio, le donne operaie compaiono invece come protagoniste di due bei romanzi pubblicati e ripubblicati dalla casa editrice Alegre nella collana curata da Alberto Prunetti: Tea Rooms. Operaie della ristorazione (2021) dell’autrice e militante comunista spagnola Luisa Carnés, pubblicato nel 1934 ma che ha conosciuto negli ultimi anni un enorme successo in Spagna grazie a una nuova edizione; Figlia di una vestaglia blu (2019) di Simona Baldanzi, nostra ospite nel corso della puntata, che rappresenta un raro e riuscitissimo esempio di narrativa sul lavoro delle donne, e anche di confronto generazionale sul lavoro delle donne, del nostro panorama letterario. 

Oltre a questi due romanzi, presenteremo una ricerca storica molto recente, Femminismo al lavoro. Come le donne hanno cambiato il sindacato in Italia e in Francia (1968-1983) della storica Anna Frisone ed edito da Viella nel 2020, che ruota attorno a una categoria complessa che si trova nell’intersezione tra la storia del sindacato e storia del movimento femminista e delle donne degli anni ‘60 e ‘70: “femminismo sindacale”. 

Approfondimenti

Oltre ai volumi protagonisti della puntata vi consigliamo: 

Eloisa Betti Precari e precarie. Una storia dell’Italia repubblicana, Carocci, 2018 a cui abbiamo dedicato questa puntata

Alice Diacono, Veniamo dal basso come un pugno sotto il mento, Battaglia, 2020. 

Juke-box

Abbiamo ascoltato una grande nuova protagonista della musica britannica, Billy Nomates, voce della working class inglese e autrice di testi profondamente ispirati alla condizione e alle prospettive della classe lavoratrice. 
I brani che abbiamo trasmesso FNP (Forgotten Normal People) e No sono tratti dal suo album omonimo d’esordio del 2020 (errata corrige: in puntata diciamo secondo album ma trattasi del suo primo)

Aprile mese della Resistenza ci vede ancora una volta impegnate nel racconto di una donna partigiana: Selma van de Perre ebrea olandese che è stata attiva da quando i nazisti arrivarono nei Paesi Bassi fino ai giorni nostri in cui si impegna per il ricordo della Shoah e della Resistenza.

Approfondimenti

Selma è una giovanissima donna ebrea quando i nazisti invadono i Paesi Bassi. La sua famiglia è scombussolata, le violenze aumentano e c’è bisogno di muoversi in fretta per capire come proteggersi e come proteggere gli altri. Selma infatti non solo si adopera per la sua tutela ma decide di mettersi a servizio della sua comunità per salvare più vite possibili e opporsi al nazismo. Selma farà una vita davvero densa percorrendo migliaia di km come staffetta partigiana. Dopo l’arresto finirà a Ravensbrück e anche qui,  fedeli ai suoi valori, affronterà la detenzione a testa alta nonostante le sofferenze che i nazisti le hanno inflitto.
Abbiamo letto questa lunga testimonianza tenendo a mente alcuni punti fondamentali: il falso mito degli ebrei come vittime inermi e la volontà di raccontare la resistenza come insieme di pratiche molto diverse. La lettura ha sicuramente ripagato le nostre riflessioni su memoria e resistenza

Abbiamo letto:

Il mio nome è Selma. La coraggiosa testimonianza di una combattente della resistenza ebraica, Selma van de Perre, Mondadori, 2021.

Le donne di Ravensbrück. Testimonianze di deportate politiche italiane, Lidia Beccaria Rolfi,Anna Maria Bruzzone, Einauidi, 2003.

Jukebox

Abbiamo ascoltato:

For women di Ursula Rucker, Ma’at Mama, Studio !K7, 2006
Work it (Soulwax Remix) di Marie Davidson, Working Class Woman, Ninja Tune, 2019
Cosa Conta, Ustmamo, Stard’Ust, 1998
Anne Frank Army (Part II), Moscow death brigade, Boltcutter, 2018