Riprendiamo il nostro viaggio nella storia delle Guerre jugoslave, come ha definito i conflitti fra il 1991 e il 1999 scoppiati nei Balcani lo storico Joze Pirjevec, e lo facciamo con la rubrica petit x dedicata alle storie di vita per raccontare la vicenda dell’ex militare Jovan Divjak, l’uomo che ha organizzato la difesa della città di Sarajevo assediata.

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Per la puntata abbiamo attinto a piene mani dal libro dedicato a questa interessante figura di ufficiale e uomo di pace edito da Infinito edizioni nel 2007 (e costantemente ristampato) Sarajevo mon amour realizzato dallo stesso Jovan Divjak assieme alla giornalista Florence La Bruyère. In puntata vi abbiamo letto degli estratti da un vecchio articolo ma molto efficace di Giacomo Scattolini e Federico Calamante tratto da un libro di Scattolini, fotografo di Appignano(nel maceratese), Fri Lens. Storie raccolte, edito nel 2008 da Simple e dal Decalogo per la convivenza interetnica di Alexander Langer, tratto dalla bella raccolta Il viaggiatore leggero. Scritti 1961-1995 edita da Sellerio nel 2011.

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Abbiamo ascoltato stralci dell’ album della band statunitense This will destroy you, “Young mountain” del 2005.

(La copertina di questa settimana è presa da

Nella puntata di oggi torna Petit x, la nostra speciale rubrica dedicata alla storia attraverso le biografie, e la immergiamo nel clima degli anni Settanta per ripercorrere la vicenda dell’omicidio di Saverio Saltarelli nel corso delle mobilitazioni per il primo anno della strage di Piazza Fontana. Una puntata dolorosa ma necessaria perché, come abbiamo sempre ripetuto, la memoria è un fatto di parte e raccontare il passato è un presidio d’azione nel presente

Approfondimenti

Per la puntata di oggi ci siamo serviti della bella traccia offerta dal libro di Sergio Sinigaglia e Francesco “Baro” Barilli, La piuma e la montagna. Storie dagli anni Settanta, edito da Manifestolibri nel 2008: ricostruire memoria recuperando storie di militanti uccisi per comprendere gli anni Settanta e disinnescare un dibattito confuso e veramente parziale sulla violenza politica nel nostro paese. 

Altrettanto utile è il documentatissimo libro di Cristiano Armati, Cuori rossi, Newton Compton, 2008. 

Abbiamo letto anche un estratto dal racconto Milano, 12 dicembre 1970. L’altra parte di Roberto Tumminelli tratto dalla raccolta curata da Paola Staccioli per l’Associazione Walter Rossi, Piazza bella piazza, pubblicato nel 2005 da Nuova iniziativa editoriale e distribuito da “Il Manifesto” e alcuni giornali che non esistono più (“L’Unità”, “Liberazione” e “Carta”)

Nella nostra ricerca naturalmente abbiamo anche utilizzato i materiali prodotti negli anni da Rivoluzione comunista, l’organizzazione politica cui apparteneva Saverio Saltarelli che all’incirca una decina di anni fa ci erano stati gentilmente mandati dal Circolo di iniziativa proletaria “Giancarlo Landonio” di Busto Arsizio e che – in ritardo- ringraziamo in questo modo. Qui trovate il numero di ottobre del giornale murale di Rivoluzione comunista diffuso a Milano

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Colonna sonora i Bull Brigade di cui abbiamo ascoltato delle canzoni tratte dagli album “Strade smarrite” del 2008 e “Vita Libertà” del 2016.

Pino Masi, Saltarelli :12 dicembre 1970 da “Canzoniere del proletariato”

***In fase di montaggio ci siamo resi conto di un errore: il 16 marzo è naturalmente la data dell’ agguato di via Fani e non della morte di Aldo Moro; questa cade, come il Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo, il 9 maggio. Ci scusiamo con gli ascoltatori e le ascoltatrici*

(La copertina di questa settimana è presa da Milano 14 dicembre 1970

Torna la nostra rubrica petit x, l’appuntamento che dedichiamo alla Storia letta attraverso le biografie e le storie di vita, con la presentazione dell’ultimo libro uscito in Italia del fumettista Nicola Gobbi, Rosso è il perdono. Redenzione di una brigatista, edito da Rizzoli Lizard nel 2020 con la sceneggiatura di due giornalisti francesi, Arnaud Gonzague e Olivier Tosseri. Una bella occasione per parlare di anni Settanta, della stagione dei movimenti e della lotta armata italiana ma anche delle maniere con cui l’arte e il fumetto in particolare possono raccontare il passato.

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Nicola Gobbi è un disegnatore anconetano che lavora prevalentemente in Francia e ha più volte messo la sua matita al servizio del racconto della realtà: dal suo primo libro realizzato assieme a Jacopo Frey In fondo alla speranza. Ipotesi su Alex Langer, Comma 22 del 2013 fino alla sua ultima uscita del 2020 Tropiques toxiques su sceneggiatura di Jessica Oublié ed edito da Les Escales. In ogni suo libro, pur sceneggiato da altri, Nicola ha sempre inserito un tocco autoriale molto importante, che ha permesso di dare un’autentica definizione, pratica, della categoria fumetto di realtà. Un titolo per scoprire ciò di cui ci ha parlato in puntata è Come il colore della terra, edito da Eris Edizioni nel 2015 su sceneggiatura di Marco Gastoni.  In altre puntate vi abbiamo parlato di letteratura e lotta armata, oggi vi suggeriamo, sempre per inquadrare il discorso Gabriele Vitello, L’album di famiglia. Gli anni di piombo nella narrativa italiana, Transeuropa, 201

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Per parlare della storia di una donna abbiamo scelto una cantate che è andata via troppo presto e di cui sentiamo la mancanza, Amy Winehouse. L’abbiamo ricordata con Valerie cover della band inglese The Zutons, Back to black dall’omonimo album del 2006 e Stronger than me dall’album “Frannk” del 2003

(La copertina di questa settimana è presa da una scena del fumetto)

Vogliamo cominciare questa nona stagione di Vanloon con un omaggio a Rossana Rossanda, giornalista, scrittrice, politica, intellettuale che ha attraversato il ‘900 e ce lo ha fatto amare.

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Rossanda Rossanda ha scritto moltissimo, libri saggi, interviste, romanzi. Un libro poco conosciuto che raccoglie alcune conversazioni andate in onda su Radio3 e che attraversa temi a lei cari come femminismo, rivoluzione e resistenza è Le altre, (Bompiani 1979).

Il libro scritto” in presa diretta” sul ’68 si chiama L’anno degli studenti (Di Donato editore 1968)

Le nostre citazioni e spunti sono tratti dalla Rivista “Bologna incontri” numero 7-8 del 1978 e dall’articolo di Ida Dominijanni su “Internazionale” che potete leggere qui

Il libro collettaneo sul ’77 si chiama Millenovecentosettantasette, (Manifestolibri 1997)

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Per aprire l’anno in musica abbiamo scelto due canzoni dei Chumbawamba, una hit, Tubthumper (I get Knocked down) dall’album omonimo (1997) e You can che racconta una protesta nel nord dell’Inghilterra nel 1932, dall’album “A singsong and a scrap” (2005)

L’altra canzone è una cover (Sarah Ogan Gunning canta l’originale) della folksinger americana Barbara Dane, I hate the capitalism system dall’album omonimo del 1973

(La copertina di questa settimana è presa dallo speciale su Rossana Rossanda de “Il Manifesto” ma non siamo risalite all’autore/autrice quindi chi sa il nome può scriverlo nei commenti)

Maggio è il mese che la redazione di Vanloon vuole dedicare alla working class nella declinazione più ampia del termine. Per questo cominciamo con uno sguardo sulle lotte bracciantili, la nascita della Federterra e la storia di Argentina Altobelli, segretaria della Federterra (e molto altro) tra il 1904 e il 1922

Approfondimenti

Sulla lotta dei braccianti dall’inizio del secolo ad oggi ci sono tantissimi libri, volumi, saggi.

Noi in particolare abbiamo sfogliato

Elisabetta Palumbo, Se otto ore vi sembran poche…Donne del sindacato agricolo (1904-1977) Ediesse, 2012

Piero Bevilacqua (a cura di), Storia dell’agricoltura italiana in età contemporanea, Donzelli, 1994

Emilio Sereni, Il capitalismo nelle campagne(1860-1900) Einaudi, 1968

La vita di Argentina Altobelli l’abbiamo ricostruita con

John Foot, La donna che ci ha svegliate, disponibile qui

Il sito della fondazione Argentina Altobelli

Nadia Ciani, Fuori da un secolare servaggio. Vita di Argentina Altobelli, Ediesse, 2011

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La colonna sonora di questa puntata è metà musica e metà fonte.

Estratto da Novecento (atto I ) di Bernardo Bertolucci (1976)

Estratto da Nelle terre del delta del Po di Massimo Sani (1976)

Mondine di Novellare Se otto ore vi sembran poche

Mondine di Molinella, Son la mondina son la sfruttata

Veronica Condomì, Pregunta vos chacarera dall’album “Remedio pal alma” (2007)

Fabrizio De Andrè, Volta la carta dall’album “Rimini” (1978)

(La copertina di questa settimana è presa da.. Mondine nel mantovano, anni ’50.)

In queste giornate complesse la redazione di Vanloon vi propone una nuova puntata di Petit x, la rubrica che dedichiamo alle biografie, partendo dalla presentazione di un libro, Artemisia Gentileschi. L’artista in Italia. Guida ragionata alle opere nei musei, nelle chiese, gallerie e collezioni d’arte in Italia di Raoul Melotto, pubblicato da Odoya nel 2019 nella collana Guide d’artista. Un libro molto interessante, che ci conduce in un viaggio fra le opere di una pittrice dalla storia violenta e straordinaria.

Approfondimenti

La vicenda biografica di Artemisia Gentlileschi è nota soprattutto per il suo “processo per stupro”: caso quasi unico nella storia moderna, la pittrice portò in tribunale l’uomo che la violentò, l’artista Agostino Tassi, dovendo subire anche un processo invasivo e altrettanto violento che affrontò con orgoglio e determinazione. Nella puntata partiamo da questa storia per entrare nell’universo di una donna d’arte che superò le barriere di genere di una professione all’epoca quasi esclusivamente maschile. Per parlarvi di Artemisia siamo partiti, come ha fatto Melotto nella sua guida, dai quadri, vera essenza del suo percorso. 

Qui i quadri di cui vi abbiamo parlato

Susanna e i vecchioni (1610) conservato a Pommersfelden, Germania

Giuditta che decapita Oloferne (1612) conservato al museo Capodimonte di Napoli

Autoritratto come suonatrice di liuto (1617-1628) conservato a Hartford, USA

Ritratto di Artemisia Gentileschi di Simon Vouet (1623) conservato al Palazzo Blu di Pisa

Anche a Bologna si possono trovare quadri di Artemisia Gentileschi: vi invitiamo a recuperare la bella guida di Raoul Melotto per mettervi alla ricerca delle sue tracce in città. 

Oltre alle opere legate alla biografia dell’artista e ai viaggi per i luoghi della sua storia artistica, un percorso molto interessante che ci propone Melotto è quello fra i ritratti e gli autoritratti di Artemisia, spesso nascosti in scene sacre. Di recente ne è stato scoperto un altro realizzato da Orazio Gentileschi, nella chiesa del Gesù di Ancona, dalla storica dell’arte Lucia Panetti.

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Nella puntata di oggi vi abbiamo proposto il disco “Hunter” (Domino Records 2018) della britannica Anna Calvi: un’opera che lei stessa ha definito come il suo lavoro più femminista e più queer. Perfetto quindi per questa puntata di storia di donne. I brani che abbiamo ascoltato sono As a man, Chain, Don’t Beat the Girl out of My Boy

(La copertina di questa settimana è presa da Artemisia Gentileschi, Giuditta che decapita Oloferne)