La puntata di questa settimana è dedicata al gigante della musica contemporanea Tricky e ai 25 anni del suo primo disco come solista, il capolavoro Maxinquaye.

Prendiamo spunto da atmosfere e personaggi che popolano la sua musica e la sua vita per sbirciare la cultura e la società britannica dei primi anni ‘90. In questo viaggio non potevamo non farci accompagnare dall’amato e compianto Mark Fisher

Approfondimenti

Mark Fisher, Spettri della mia vita. Scritti su depressione, hauntologia e futuri perduti, Minimum fax, 2019

Due articoli reperibili on-line sono

Ian Penman, Black Secret Tricknology, in “The Wire” marzo 1995

David Bowie, “You Don’t Wanna Be Painting Your Face Like That…”, Q Magazine”, ottobre 1995

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Abbiamo ascoltato dall’album “Maxinquaye”(B’way Records) i brani Aftermath, Overcome, You Don’t, The Hell is Around the Corner

(La copertina di questa settimana è la copertina dell’album di cui parliamo)

Nuova puntata del viaggio di Vanloon attraverso la storia raccontata dalla musica e dalle canzoni. Nel nostro ultimo appuntamento vi abbiamo parlato dei Franti e ora ci spostiamo ancora più a nord: direzione Le Havre, scopriamo le parole di Médine. 

Come si intuisce dal nome, Médine è un rapper francese dichiaratamente islamico: l’aspetto interessante è che, pur con delle posizioni che noi non condividiamo, ha usato la sua fede come un elemento per entrare nella  complessa memoria della Francia, del suo passato coloniale e delle tante questioni in sospeso per chi, come il nostro autore, è un cittadino “issu de l’immigration”.

Approfondimenti

Médine è un artista poco conosciuto in Italia e chi lo ha citato spesso lo ha fatto a sproposito: Adriano Sofri, dopo gli attentati del 2015, ne ha fatto un esempio del radicalismo religioso diffuso nelle banlieue, dimostrando di non conoscere il suo percorso musicale. Per chi volesse approfondire Médine come l’hip hop francese suggeriamo invece il libro di Luca Gricinella Rapropos. Il rap racconta la Francia, Agenzia X nel 2011.Per chi ha confidenza con la lingua d’oltralpe proponiamo un articolo sulla serie Enfant du destin di cui vi abbiamo parlato in puntata.

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In puntata vi abbiamo proposto un percorso di ascolti dei brani di Médine secondo la nostra interpretazione: ve li elenchiamo qui secondo l’ordine di pubblicazione: 

David da “11 septembre. Récit du 11éme jour” (2004)

Jihad da “Jihad. le plus grand combat est contre soi-même” (2005)

17 octobre da “Table d’écoute” (2006)

Self Defense da “Arabian Panther” (2008)

Daoud da “Protest Song” (2013)

(La copertina di questa settimana è presa da –)

Seconda puntata dell’anno, torniamo ad occuparci di musica: oggi la usiamo come fonte per lo studio della storia, non solo come narrazione. Alessia Masini, storica e voce di Vanloon ci presenta il suo libro Siamo nati da soli. Punk, rock e politica in Italia e Gran Bretagna (1977-1984), pubblicato da Pacini editore nel 2019 all’interno della collana dedicata alla storia “Le ragioni di Clio”. Alessia ci conduce in un viaggio fra musica, storia e politica: nel libro si parla di Gran Bretagna e Italia, ma noi ci siamo concentrati su Bologna, un utile prisma per capire il rapporto fra punk e politica.

Approfondimenti

Siamo nati da soli è un libro che ha alle spalle un percorso di ricerca che Alessia Masini ha svolto come dottoranda all’Università di Macerata: nel numero 92 del 2018 su «Meridiana» è uscito un suo contributo che costituisce un po’ un’anticipazione del libro.

Sul punk in Italia parecchie oramai sono le pubblicazioni disponibili, di tono vario fra di loro; quest’anno è uscito un bel libro che vi suggeriamo di andare a recuperare, per approfondimento e numero di testimoni coinvolti: Giorgio Senesi, Dritti contro un muro. L’hardcore punk italiano degli anni ’80 raccontato da 140 protagonisti, FOAD records, 2019.

Per seguire le date delle presentazioni e gli aggiornamenti sul libro vi rimandiamo alla pagina Facebook del libro e alla scheda sul sito dell’editore.

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Canzoni prese dal libro di Alessia per questa puntata fra storia e musica: Sex Pistols, God save the queen da “Nevermind the bollocks” (1977); Scritti Politti, Skank bloc Bologna, singolo omonimo (1978); Crass, White punks on hope da “Stations of the Crass” (1979); Nabat, Tempi nuovi da “Un altro giorno di gloria” (1985).

(La copertina di questa settimana è presa da Marco Philopat, Il virus del punk a Milano (1977-1984), in «Clionet. Per un senso del tempo e dei luoghi», n. 1, 2017)

Inizio stagione alla ricerca della storia attraverso la musica. Seconda puntata di un percorso che abbiamo aperto lo scorso anno con Murubutu, oggi ci dedichiamo a Gianmaria Testa (1958-2016), il cantautore-ferroviere piemontese che ha conosciuto – da grande – i suoi primi successi in Francia e solo dopo è stato apprezzato anche in Italia. Memorabile il suo disco Da questa parte del mare del 2006 di cui vi parliamo molto in puntata ma è tutta la sua produzione a raccontare della qualità di un musicista che ha saputo combinare cultura del suono e capacità di narrazione.

Approfondimenti

L’ascolto delle canzoni di Gianmaria Testa può essere accompagnato dalla lettura del suo libro di cui vi abbiamo parlato nell’arco della puntata, Da questa parte del mare, edito da Einaudi nel 2016: un bellissimo racconto delle canzoni fatto dall’autore stesso, purtroppo poco prima di lasciarci. Un ulteriore supporto lo si può trovare consultando Il tempo che passa e consuma. Storia, musica e parole di Gianmaria Testa di Isabella Maria Zoppi, Editrice Zona del 2007: parte intervista, parte narrazione della sua carriera, questo testo ci conduce alla scoperta dell’autore e della sua vita.
Infine, suggeriamo la lettura di un contributo del cantautore Alessio Lega apparso su «A/Rivista anarchica», n 49, dell’estate 2016,

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Le canzoni di Testa che abbracciano la storia sarebbero tante: non per riferimenti espliciti magari, ma quanto per lo spirito in cui sono immerse e per le atmosfere che evocano. Queste sono quelle che abbiamo ascoltato in puntata: Come le onde del mare da “Montgolfières” (1995), Polvere di gesso da “Lampo” (1999), Seminatori di grano e Ritals da “Da questa parte del mare” (2006).

(La copertina di questa settimana è presa da Wikitesti)

Perché dovremmo interessarci agli skinhead? Sono tutti dei piccoli nazisti? Hanno una loro storia? E se sì chi l’ha scritta? Per rispondere a queste domande bisogna partire da un testo fondamentale Continue reading

La storia, noi di Vanloon, andiamo a cercarla un po’ ovunque: la peschiamo negli archivi, nelle biblioteche, nei romanzi, nei fumetti, nel teatro e… nella musica. Ci avevamo provato Continue reading