Letture consigliate per il finale di stagione

Approfondimenti

Come ogni anno per l’ultima puntata della stagione vi consigliamo qualche libro da leggere e sfogliare sotto l’ombrellone, a casa, in montagna, al lago. Sono tutti libri che ci sono particolarmente piaciuti e che sono usciti in questo 2019/2020. Certe che qualcosa ci sia sfuggito e che molti altri libri interessanti usciranno prima della fine dell’anno ecco le nostre scelte

Alberto Sebastiani, Padre nostro. Riscritture civili di una preghiera tra musica e letteratura, Dehoniane, 2020

Andrea Zoboli, Musica e politica. Storie di lotta, censura e reciproca convivenza, Odoya, 2019. 

Toni Morrison, L’origine degli altri, Pickwick, 2019

Adriano Sofri, Il martire fascista, Sellerio, 2019

Jonathan Bazzi, Febbre, Fandango, 2019

Leila Slimani, Il paese degli altri, Nave di Teseo, 2020

John Foot, L’Italia e le sue storie.1945-2019. Laterza 2020

FUORI MICROFONO

Stieg Larsson, L’uomo che scherzava col fuoco, Rizzoli, 2019

Paolo Borruso, Debre Libanos 1937. Il più grave crimine di guerra dell’Italia, Laterza 2020

Jukebox

Canzoni varie per questa ultima puntata di trasmissioni, con un pezzo scelto da ciascun*

Gang, Marenostro da “Sangue e cenere” (2015)

Allen Tussaint, Get out of my life woman, da “Vinile 7” (1968)

Dalton, L’appartamento da “Papillon” (2020)

Syd Barret, Octopus, da “Madcap laughs” (1970)

In questa puntata andiamo a raccontare il voto delle donne in quel lontano, ma non troppo, 2 giugno 1946 lo facciamo in due modi: una breve storia delle tappe di avvicinamente a questo traguardo epocale e l’intervista a Micol Cossali, una delle curatrici del libro “Libere e sovrane. Le donne che hanno fatto la Costituzione”

Approfondimenti

Il libro freschissimo di stampa è Libere e sovrane, le donne che hanno fatto la Costituzione curato da Micol Cossali, Giulia Mirandola, Mara Rossi, Novella Voolani e Michela Nanut edito da Settenove nel 2020

Nella grande mole di bibliografia sul 2 giungo 1946 e il voto alle donne abbiamo sfogliato

Mariuccia Salvati; La fondazione della repubblica, Franco Angeli 1999 e in particolare il saggio di Paola Zappaterra “Eleggere le donne: le costituenti e la campagna elettorale”

Anna Rossi Doria, Diventare cittadine, il voto delle donne in Italia, Giunti 1996

Patrizia Gabrielli, Il 1946, le donne, la repubblica,Donzelli 2010

La voce di Nilde Jotti è della nostra Alessia e le parole sono prese da una intervista del 1997 raccolta da Elda Guerra e Paola Zappacosta

Jukebox

un live di Nina Simone che canta “Revolution” nel 1969

(La copertina di questa settimana è presa da… libere e sovrane)

Questa è una delle rare occasioni in cui Vanloon si spinge fuori dagli abituali confini della contemporaneità: nella puntata di oggi andiamo talmente indietro da arrivare all’ultimo punto della cosiddetta Epoca degli Eroi, la Guerra di Troia. Ci avviciniamo alla città dalle mura potenti nel momento in cui è in fiamme per l’invasione degli Achei e iniziamo a seguire le vicende di Enea, l’eroe che ha il compito di portare in salvo il Palladio per fondare una nuova città. Naturalmente stiamo parlando dell’Eneide il poema epico di Virgilio che ci viene raccontato nella nuova uscita della collana Classici pop di Odoya curata da Franco Pezzini, Profugus. Misteri, migrazioni e popoli del mare nell’Eneide.

Un libro che ci offre un “dietro le quinte” del lavoro di Virgilio ma che, grazie al confronto con altre leggende e recenti studi storici ci permette di contestualizzare la leggenda del padre di Roma

Approfondimenti

Franco Pezzini oltre a raccontare in maniera dettagliata il laboratorio dell’Eneide ha il grande merito di porre l’attenzione sul personaggio di Enea e della visione che i romani avevano di lui e quindi della loro storia. Enea è descritto come profugus, è un guerriero sconfitto che naviga disperato per mare per cercare una nuova patria per il suo popolo: questo è l’eroe che Roma, nell’epoca di Augusto, decide di celebrare come mito fondativo. Per corroborare la lettura di questo testo vi segnaliamo i lavori del Centro studi “La permanenza del classico” dell’Università di Bologna che in alcune edizioni delle sue belle serate pubbliche si è concentrata sull’Eneide e su questa idea di Enea “eroe profugo”: Eredi, Patria, patrie, Esodi (per quest’ultima edizione è disponibile il video della conferenza che vi suggeriamo di guardare)

Jukebox

Per la puntata di oggi, vi abbiamo proposto una serie di canzoni dedicate alla tematica dell’Eneide e del viaggio dei troiani per il Mediterraneo. 

Assalti Frontali, Enea super rap da “Un’intesa perfetta” (2008)

The Gang, Eurialo e Niso da “Storie d’Italia” (1993)

Litfiba, La battaglia da Eneide di “Krypton” (1983)

(La copertina di questa settimana è presa da Fuga di Enea di Federico Barocci 1598)

Appuntamento ricorrente di Vanloon è la lista dei libri per le vacanze: quando abbiamo iniziato abbiamo lanciato lo slogan “leggere e discutere di storia anche durante le feste”. Abbiamo selezionato una serie di letture tra quelle che maggiormente ci sono piaciute in questo 2019 fra quelle di storia, a carattere o ambientazione storica, senza considerare i tanti testi di cui ci siamo occupati durante questa prima parte della stagione.

Approfondimenti

In studio Debs e Frey, ma da casa ci hanno proposto le loro letture anche Olly e Priscilla. Qui la lista dei consigli di lettura della redazione: Olly suggerisce due approfondimenti sul fascismo: Dimitri Deliolanes, Colonnelli: il regime militare greco e la strategia del terrore in Italia, Fandangolibri e Nicola Tonietto, La genesi del neofascismo in Italia, Le Monnier (Quaderni di storia). Priscilla vira invece sul classico, proponendo la nuova edizione de Il Formaggio e i vermi di Carlo Ginzburg, appena uscita con Adelphi.

In occasione del cinquantesimo anniversario della Strage di Piazza Fontana, cui abbiamo dedicato l’intera puntata del 14 dicembre, è importante continuare a raccontare la storia dell’anarchico Giuseppe Pinelli, “suicidato” dalla polizia nei locali della questura di Milano. Al ritratto di questo militante ucciso dalla repressione di Stato ha dedicato il suo ultimo libro Paolo Pasi, Pinelli. Una storia, edito da Elèuthera. Per approfondire vi consigliamo di andare a recuperare anche il numero di novembre di «A. Rivista anarchica» che ha uno speciale intitolato Giuseppe Pinelli, Un uomo, un anarchico.

Oltre all’approfondimento su Pinelli, Frey ricorda il centenario della nascita dello scrittore italiano Primo Levi: la rivista web Doppiozero ha costruito in tutto l’anno un bellissimo speciale, il Dizionario Levi: in puntata vi abbiamo presentato quella dedicata al rapporto con l’antifascismo e la Resistenza di Elisabetta Ruffini. Debs, infine, segnala un romanzo, L’evento di Annie Ernaux pubblicato da L’orma editore e in trasmissione ne ha fatto una bellissima recensione parlando anche della narrazione pubblica dell’aborto, al centro di quest’ultima fatica di Ernaux.

Jukebox

Anche l’ascolto di oggi è marcato 2019, pur trattandosi del riepilogo di una carriera più che trentennale. Da “Best Of Billy Bragg At The BBC 1983 – 2019” ci siamo ascoltati, New England, The power is an union e Waiting for the great leap forward.

(La copertina di questa settimana è presa da qui)

Torna la rubrica di Vanloon Musica&Storia, lo spazio in cui indaghiamo il racconto della storia attraverso le canzoni. In questa puntata andiamo a rintracciare questa forma di narrazione attraverso la produzione musicale legata al gruppo dei Franti, una delle realtà più originali della scena punk torinese degli anni Ottanta e probabilmente della musica indipendente italiana.

Il gruppo che vedeva Marinella “Lalli” Ollino alla voce, Stefano Giaccone seconda voce e sax, Massimo D’Ambrosio al basso, Vanni Picciuolo alla chitarra e Marco Ciari alla batteria ha coniugato una particolare ricerca fatta di contaminazioni fra punk, folk, sperimentalismo jazz, unita ad una forte ricerca narrativa e testuale. Il tutto incanalato con una forte consapevolezza del valore politico di quello che stavano facendo: in particolare per la pratica dell’autoproduzione e della scelta del come e dove suonare, rompendo il meccanismo musicista-spettatore senza rinunciare alla qualità del prodotto.

L’esperienza dei Franti si chiude con un ultimo grande disco, Il giardino delle quindici pietre; i suoi componenti hanno proseguito la loro ricerca in altre forme con progetti come Environs, Orsi Lucille, La Banda di Tirofisso, ma anche in percorsi solisti. In questa puntata vi abbiamo proposto alcune fra le tante canzoni che hanno per noi il sapore della storia.

Approfondimenti

Fra i gruppi degli anni Ottanta del punk italiano i Franti sono quelli che hanno conosciuto forse più interesse, probabilmente per il loro profilo originale. Qui di seguito vi proponiamo alcuni spunti per approfondire.

Cani bastardi (a cura di), Perché era lì. Franti-Antistorie da una band non classificata, Edizioni Nautilus, Torino, 2015

Marinella “Lalli” Ollino, Camminavamo e basta, in Livia Satriano, Gli altri Ottanta. Racconti dalla galassia post-punk italiana, Agenzia X, 2014

I materiali dei Franti, di Lalli, di Stefano Giaccone e degli altri progetti nati successivamente sono stati ristampati con un lavoro di grande attenzione e cura dall’etichetta stella*nera. Spulciando poi nell’archivio di «A/Rivista anarchica» potete trovare interviste e articoli dedicati a questa band e alle sue derivazioni di Marco Pandin.

Jukebox

Queste le canzoni che abbiamo ascoltato: Franti, Le loro voci da “Luna nera” (1982); Orsi Lucille, Quel giorno da “II (Due)” (1992); Ishi, Canzone urgente da “Sotto la pioggia” (1994), in una versione successiva interpretata da Stefano Giaccone; Lalli, Mostar da “Tempo di vento” (1998).

(La copertina di questa settimana è presa da Vice.com)

L’annata “da leggere” che si sta per concludere ha visto tante belle uscite di storia e nei nostri appuntamenti del sabato ve ne abbiamo dato conto con interviste, segnalazioni e bibliografie. Continue reading