In questa puntata andiamo a raccontare il voto delle donne in quel lontano, ma non troppo, 2 giugno 1946 lo facciamo in due modi: una breve storia delle tappe di avvicinamente a questo traguardo epocale e l’intervista a Micol Cossali, una delle curatrici del libro “Libere e sovrane. Le donne che hanno fatto la Costituzione”

Approfondimenti

Il libro freschissimo di stampa è Libere e sovrane, le donne che hanno fatto la Costituzione curato da Micol Cossali, Giulia Mirandola, Mara Rossi, Novella Voolani e Michela Nanut edito da Settenove nel 2020

Nella grande mole di bibliografia sul 2 giungo 1946 e il voto alle donne abbiamo sfogliato

Mariuccia Salvati; La fondazione della repubblica, Franco Angeli 1999 e in particolare il saggio di Paola Zappaterra “Eleggere le donne: le costituenti e la campagna elettorale”

Anna Rossi Doria, Diventare cittadine, il voto delle donne in Italia, Giunti 1996

Patrizia Gabrielli, Il 1946, le donne, la repubblica,Donzelli 2010

La voce di Nilde Jotti è della nostra Alessia e le parole sono prese da una intervista del 1997 raccolta da Elda Guerra e Paola Zappacosta

Jukebox

un live di Nina Simone che canta “Revolution” nel 1969

(La copertina di questa settimana è presa da… libere e sovrane)

In questa puntata andiamo alla scoperta del mondo del Sex Work. Abbiamo deciso di soffermarci sugli ultimi decenni del Novecento per attraversare qualche passaggio decisivo come la legge Merlin in Italia e la nascita della soggettività politica delle sex workers che negli anni Ottanta darà vita a reti e incontri internazionali.

Il sex work è un mondo ancora oggi molto complicato tra stigma, leggi difficili, razzismo, violenza e un dibattito femminista incapace di comprendere l’esistenza stessa delle lavoratrici del sesso. Per orientarci in questo panorama è intervenuto ai nostri microfoni il Collettivo Ombre Rosse, collettivo femminista di sex worker ed alleate

Approfondimenti

Abbiamo letto:

Lettere dalle case chiuse, Lina Merlin e Carla Barberis,Edifis, Fondazione Anna Kuliscioff, 2017
Maitresse Nikita e Thierry Schaffauser,Fiere di essere puttane, DeriveApprodi, 2009
Giulia Garofalo Geymonant, Vendere e comprare sesso, il Mulino, 2014
Giulia Selmi, Sex Work: il farsi lavoro della sessualità, Bebert, 2016

Questo il link del blog di Ombre Rosse invece qui la pagina facebook

Abbiamo anche ascoltato un estratto dell’intervista che Enzo Biagi fece a Lina Merlin nel 1975 nel programma “Dicono di lei”

Segnaliamo anche questo testo da poco uscito che non abbiamo fatto in tempo a leggere:
Cirus Rinaldi,Uomini che si fanno pagare. Genere, identità e sessualità nel sex work maschile tra devianza e nuove forme di normalizzazione, DeriveApprodi, 2020

Jukebox

Abbiamo ascoltato le spagnole Tribade con il brano Abolo, Tribade, dall’album “Propaganda Pel Fet!” (2020)

(La copertina di questa settimana è presa da Sex Work: il farsi lavoro della sessualità, pag.72.)

Maggio è il mese che la redazione di Vanloon vuole dedicare alla working class nella declinazione più ampia del termine. Per questo cominciamo con uno sguardo sulle lotte bracciantili, la nascita della Federterra e la storia di Argentina Altobelli, segretaria della Federterra (e molto altro) tra il 1904 e il 1922

Approfondimenti

Sulla lotta dei braccianti dall’inizio del secolo ad oggi ci sono tantissimi libri, volumi, saggi.

Noi in particolare abbiamo sfogliato

Elisabetta Palumbo, Se otto ore vi sembran poche…Donne del sindacato agricolo (1904-1977) Ediesse, 2012

Piero Bevilacqua (a cura di), Storia dell’agricoltura italiana in età contemporanea, Donzelli, 1994

Emilio Sereni, Il capitalismo nelle campagne(1860-1900) Einaudi, 1968

La vita di Argentina Altobelli l’abbiamo ricostruita con

John Foot, La donna che ci ha svegliate, disponibile qui

Il sito della fondazione Argentina Altobelli

Nadia Ciani, Fuori da un secolare servaggio. Vita di Argentina Altobelli, Ediesse, 2011

Jukebox

La colonna sonora di questa puntata è metà musica e metà fonte.

Estratto da Novecento (atto I ) di Bernardo Bertolucci (1976)

Estratto da Nelle terre del delta del Po di Massimo Sani (1976)

Mondine di Novellare Se otto ore vi sembran poche

Mondine di Molinella, Son la mondina son la sfruttata

Veronica Condomì, Pregunta vos chacarera dall’album “Remedio pal alma” (2007)

Fabrizio De Andrè, Volta la carta dall’album “Rimini” (1978)

(La copertina di questa settimana è presa da.. Mondine nel mantovano, anni ’50.)

Nel 2000 usciva in Francia il primo volume di un fumetto che avrebbe contribuito a modificare in maniera il panorama del genere, Persepolis di Marjane Satrapi. Storia individuale della fumettista alle prese con la crescita nell’Iran dello Scià e poi della Repubblica islamica, storia collettiva di un paese massacrato dalle grandi trasformazioni del Novecento. Persepolis è stato un libro determinante per la nascita di quel genere che oggi viene etichettato come graphic novel. 

In questa puntata di Vanloon abbiamo deciso di raccontare questo libro per noi fondamentale, viaggiando nel mondo del fumetto ma prestando attenzione alla vita di Marjane Satrapi, per costruire una Petit x – la rubrica che dedichiamo alle biografie e ai percorsi di vita- per questo 8-9 marzo di lotta.

Approfondimenti

Persepolis è stato pubblicato in Italia per la prima volta dalla storica casa editrice Lizard ma un contributo fondamentale alla conoscenza di Marjane Satrapi nel nostro paese è stato dato dall’Associazione Mirada di Ravenna che organizzò nel 2003 la mostra itinerante Il velo di Maya. Marjane Satrapi o dell’ironia dell’Iran da cui uscì anche un catalogo che ora potete consultare anche online

Per arricchire la lettura vi suggeriamo due approfondimenti su questo fumetto, con un articolo tratto dal portale Fumettologica e un altro da Ubcfumetti. Infine vi suggeriamo anche la voce dedicata a Marjane Satrapi sul portale Enciclopedia delle donne

Jukebox

Per accompagnare una puntata che parla di lotta e di donne, abbiamo scelto una bella voce della scena hip hop femminista, Shadia Mansour, rapper palestinese-britannica. Abbiamo scelto quest’artista perché il suo percorso ci ha ricordato quello di Satrapi: cresciuta in Occidente, Shadia ha deciso di usare come propria lingua l’arabo sia per supportare la causa del popolo palestinese sia per rompere delle barriere culturali presenti in Europa. Non avendo lei ancora prodotto un album , vi segnaliamo soltanto i titoli delle canzoni che abbiamo ascoltato in puntata. Kofeyye Arabeyye, Beirut, Somos sur feat. Ana Tijoux

(La copertina di questa settimana è presa da un fotogramma del film Persepolis (2007)

A cinquant’anni dalle lotte dell’Autunno caldo abbiamo intervistato la storica Eloisa Betti sulla parabola della precarietà del lavoro in Italia, dagli anni Sessanta fino ai giorni nostri scoprendo che, nonostante i “trenta gloriosi” e il mito della piena occupazione, ci sono state categorie di lavoratori e lavoratrici escluse dalla stabilità per il cui ottenimento hanno combattuto.

Approfondimenti

Il libro di Eloisa Betti è Precari e precarie. Una storia dell’Italia repubblicana (Carocci 2018). Avevamo già fatto cenno alla precarietà in chiave storica nella puntata della stagione scorsa dedicata alla storia del lavoro libero/non libero. Per un quadro d’insieme vi consigliamo i volumi di Andrea Sangiovanni, Tute blu. La parabola operaia nell’Italia repubblicana (Donzelli 2006), Stefano Musso, Storia del lavoro in Italia: dall’unità a oggi (Marsilio 2015), Marica Tolomelli, L’Italia dei movimenti. Politica e società nella Prima Repubblica (Carocci 2015) e Luciano Gallino, Il lavoro non è una merce. Contro la flessibilità (Laterza 2007).

Jukebox

Per questa puntata ci hanno accompagnato un pezzo di Bruce Springsteen The river dall’album omonimo del 1980 e Siamo stufe, brano scritto dal Movimento Femminista Romano. Questa interpretazione è nel disco “Canti di donne in lotta” del Canzoniere femminista, gruppo musicale del comitato per il salario al lavoro domestico di Padova del 1975. Infine, abbiamo ascoltato una scena famosissima del film di Elio Petri del 1971 La classe operaia va in paradiso.

(La copertina di questa settimana è presa dal sito dell’Aiso – Associazione italiana di storia orale)

Quando si pensa alla preistoria le immagini che ci vengono in mente sono quelle di un uomo vestito di pelliccia dedito alla caccia, che vive nelle caverne ed a un certo punto scopre il fuoco. E le donne? Continue reading