Comincia oggi il nostro aprile partigiano 2021 che ci guiderà verso il 25 e oltre con puntate dedicate alla Resistenza in tutte le sue sfaccettature. Iniziamo con l’ultimo libro della storica Chiara Colombini “Anche i partigiani però” (Laterza, 2021) in cui smonta alcuni luoghi comuni che attaccano la Resistenza armata.

Approfondimenti

Il libro di Chiara Colombini, come già detto, tratta solo della resistenza in armi, alla fine del volume però c’è una poderosa bibliografia ragionata divisa per temi nella quale l’autrice cita anche gli altri tipi di resistenza.

Per la nostra introduzione, oltre al volume presentato, ci siamo servite dei seguenti volumi

Filippo Focardi, La guerra della memoria.La Resistenza nel dibattito pubblico italiano dal 1945 ad oggi, Laterza 2005-2020

Santo Peli, La resistenza difficile, BFS 2018

Roberto Chiarini, 25 aprile. La competizione politica sulla memoria, Marsilio 2005

La voce della partigiana piemontese Maria Airaudo è tratta dall’intervista rilasciata per radio Betwich Evangelica che potete ascoltare qui

Il mese partigiano 2020, in pieno confinamento, cominciava con una passeggiata virtuale tra i monumenti della Resistenza bolognese

Jukebox

La musica del mese partigiano non poteva non cominciare dai canti della tradizione

Le mondine di Bentivoglio, Noi partigiani bolognesi; una versione punk di Oltre il ponte realizzata dalla band piemontese Ashpipe e Festa d’aprile cantata da Mara Redeghieri

(La copertina di questa settimana è presa da: archivio digitale Istituto storico Parri Bologna- partigiani a San Giovanni in Persiceto, 25aprile 1945)

Con la puntata di oggi si conclude il viaggio che Vanloon ha fatto al di là dell’Adriatico in collaborazione con Matteo Pioppi.

Nel percorso che abbiamo fatto nella memoria delle guerre di Jugoslavia abbiamo raccontato storie e personaggi che contraddicessero la rappresentazione, molto ideologica, dei Balcani come terra di nazionalismi e di blocchi etnici, andando a cercare la voce e le vite di chi quei confini nati dalla dissoluzione della Repubblica socialista, ha sempre cercato di oltrepassarli. Per tal motivo abbiamo deciso di dedicare quest’ultima puntata al racconto degli anni Ottanta balcanici e della sua musica, uno dei tanti ponti che hanno continuato ad attraversare blocchi per costruire solidarietà

Approfondimenti

La musica e le culture giovanili nel mondo socialista sono delle tematiche molto interessanti, anche perché ci permettono di ridiscutere anche certe narrazioni sui paesi non capitalisti. Noi ve ne abbiamo dato un assaggio ma molto ci sarebbe da approfondire; qui troverete alcuni spunti.

Su Pagina99we del 2 gennaio 2016 Rodolfo Toè aveva pubblicato un bell’articolo di panoramica sul fenomeno, partendo dagli anni Settanta, Tutta la Jugoslavia suona il rokenrol, in cui citava un saggio seminale purtroppo non disponibile in italiano Shake, Rattle and Roll: Yugoslav Rock Music and the Poetics of Social Critique di Dalibor Misina

La casa editrice Infinito edizioni nel 2019 ha pubblicato un romanzo su questi argomenti Jugo-rock. La vita, la musica e l’amore al tempo della guerra di Arrigo Bernardi.

Alfredo Sasso nel suo programma Kiosk di Radio Beckwith evangelica ha parlato di Jugorock e di novi talas in questa puntata e questa che vi invitiamo ad ascoltare.

Laura invece altri non è che la nostra Laure de Lauris, voce del programma Please kill me in onda la domenica alle 20 su Radio Città Fujiko e che potete ritrovare in podcast a questo link: https://www.mixcloud.com/delauris/; negli scorsi mesi una puntata è stata dedicata proprio al punk in Jugoslavia e al ricordo delle sue esperienze a Lubiana con i Raf punk

Jukebox

Bijelo Dugme, Đurđevdan Je A Ja Nisam S Onom Koju Volim

Idoli, Plastika

Pankrti, Totalna Revolucija

(La copertina di questa settimana è presa da una fotografia del fotografo sloveno Jože Suhadolnik nella raccolta Balkan Pank)

In occasione dei 160 anni dell’Unità d’Italia abbiamo deciso di entrare nella storia e nella memoria del Risorgimento per capire meglio il senso di un anniversario importante ma percepito dal dibattito pubblico come molto distante, al di là della retorica istituzionale.

Per entrarci abbiamo preso la strada di “Petit x”, la speciale rubrica che dedichiamo al racconto della storia attraverso le biografie, presentando il libro dello storico Jacopo Lorenzini, L’elmo di Scipio. Storie del Risorgimento in uniforme, Salerno Editrice 2020.

Approfondimenti

Con Jacopo Lorenzini abbiamo parlato proprio per le celebrazioni dell’Unità d’Italia il 17 Marzo, giornata in cui si ricorda la prima seduta del parlamento del Regno d’Italia. Nell’arco della puntata siamo invece entrati nel suo libro, andando a ricostruire il processo risorgimentale attraverso le biografie, ricostruite da Jacopo, di tre ufficiali: Cesare Magnani Ricotti, Enrico Cosenz e Salvatore Pianell. L ’elmo di Scipio è il risultato di un percorso di ricerca e di riflessione sul racconto storico che Lorenzini aveva iniziato con il suo primo libro Uomini e generali. L’élite militare nell’Italia liberale (1882-1915), Franco Angeli, 2017 di cui ci aveva parlato nella puntata che avevamo dedicato alla Grande Guerra

Jukebox

Nel corso della puntata abbiamo ascoltato tre canzoni di Charlie Risso, voce genovese dell’alternative country italiano, tratte dal suo primo album “Ruins of memories” del 2016. La prima canzone omonima, The strenght e Innocent sweet

Il 18 marzo 1871 prendeva avvio a Parigi la grande esperienza della Comune di Parigi: protagonista assoluto è il proletariato parigino, orgoglioso della propria resistenza all’assedio da parte dei prussiani,  battuta finale della guerra tra francesi e Guglielmo di prussia. 

Il popolo parigino rompe ogni indugio innalzando bandiera rossa sull’Hotel de Ville e inaugurando un nuovo governo, quello della Comune. Per i 150 anni da quel momento rivoluzionario chiuso dalla feroce repressione della Repubblica di Versailles andiamo a ricostruire la storia di una delle sue protagoniste, Louise Michel.

Approfondimenti

Per ricostruire la straordinaria storia di Louise Michel- maestra, rivoluzionaria e combattente- ci siamo serviti del libro Il tempo di ciliegie, Elèuthera, 2018 di Marco Rovelli, di cui abbiamo anche ospitato un intervento in puntata. 

Questo libro ha naturalmente il suo cuore negli straordinari mesi della Comune ma ha il grande merito di raccontarci la storia di Michel che molto spesso viene ridotta all’immagine della “santa anarchica”, icona della resistenza alla cosiddetta “Guerra contro Parigi”, riprendendo la fortunata definizione dello storico Robert Tombs. 

Come ulteriori spunti su Louise Michel vi segnaliamo anche: 

-La ristampa da parte delle Edizioni Clichy de La Comune di Louise Michel; 

– La puntata di “Wikiradio” del 29/05/2020 in cui il pedagogista libertario Francesco Codello racconta Louise Michel prestando attenzione alla sua storia come maestra e come educatrice; 

-L’articolo di Andrea Staid, L’anarchica Louise amica dei “selvaggi”, pubblicato su “Left” del 3 Maggio 2020 dedicato all’esperienza della rivoluzionaria in Nuova Caledonia e al suo rapporto con i kanak

L’archivio della federazione anarchica di Imola ha stampato per questo anniversario, alcune cartoline commemorative con il dipinto che abbiamo scelto come immagine

Jukebox

In questa puntata non potevamo non immergerci nella lingua francese, l’abbiamo fatto con

Serge Gainsbourg, La chanson de Prevert del 1962, Serge Utge Royo, La vie s’ecoule del 1974 e Leo Ferré Ni dieu ni maitre del 1965

(L a copertina di questa settimana è presa da Il’ja Efimovic Repin Anniversario della Comune di Parigi al Père-Lachaise 1883)

Protagonista di questa puntata è l’Europa donna e nera. 

Il mondo editoriale e quello della cultura sono luoghi del “privilegio bianco” e hanno avuto molte resistenze a pubblicare opere di autrici nere o che parlano di nere o di soggetti queer, working class e di persone che vivono ai margini della società e della cultura mainstream. Qualcosa è cambiato negli ultimi anni, in particolare grazie all’onda del movimento statunitense Black Lives Matter e all’impatto che questo ha avuto in Italia e in Europa. In questa puntata facciamo incontrare il Black History Month, che si celebra ormai da qualche anno nel mese di febbraio, con Lotto Marzo a partire da due libri bellissimi: il romanzo di Bernardine Evaristo, Ragazza, donna, altro, BigSur, 2020 e il saggio di Oiza Queens Day Obasuyi, Corpi estranei, People, 2020. 

Oiza Queens Day Obasuyi è nostra ospite in puntata e con lei parliamo di corpi delle donne nere, di stereotipi, di mentalità colonialiste, di cittadinanza e migrazioni, di razzismo e antirazzismo.

Approfondimenti

Un assaggio del libro di Oiza Queens Day Obasuyi su “Il libraio”

Una bella intervista a Bernardine Evaristo su “The Guardian

Jukebox

Abbiamo ascoltato Cynthia Richards, If your’re ready come go with me del 1974

(La copertina di questa settimana è presa da Aida Muluneh, Sai Mado, The Distant Gaze, 2016, Fotografia digitale)

Il black history month ci impone di riflettere anche sul colonialismo italiano, sulla mancata decolonizzazione della società repubblicana, sugli strascichi che ci portiamo dietro ancora oggi. Ne abbiamo parlato con Marcello Goussot e Valeria Deplano

Approfondimenti

A proposito di black history month americano citiamo un romanzo per tutti, una pietra miliare della cultura afroamericana, Amatissima di Toni Morrison, uscito per la prima volta negli Usa nel 1988 con il titolo di Beloved. Nel 1993 Toni Morrison è la prima donna afroamericana, e per ora anche l’ultima, a ricevere il premio Nobel per la letteratura.

La bibliografia sul colonialismo italiano è ormai molto vasta. Vi segnaliamo l’ultimo libro su Debre Libanos, episodio accennato in puntata.Paolo Borruso, Debre Libanos 1937. Il più grave crimine di guerra dell’Italia, Laterza, 2020

Per una carrellata generale vi consigliamo: Gian Paolo Calchi Novati, L’Africa d’Italia: una storia coloniale e postcoloniale, Carocci 2011

Valeria Deplano ha scritto molto sugli strascichi della mentalità imperiale nella società repubblicana. L’ultimo libro è Per una nazione coloniale. Il progetto imperiale fascista nei periodici coloniali, Morlacchi editore 2018. Ha inoltre curato insieme ad Alessandro Pes il volume collettaneo Quel che resta dell’impero. La cultura coloniale degli italiani, Mimesis 2014, da cui abbiamo tratto riflessioni e informazioni su questa puntata.

Abbiamo parlato di colonialismo anche in una puntata del 2017 dedicata alla Libia e riascoltabile qui

Jukebox

Traccia unica per questa puntata: RT&B, Forward to zion del 1979

(La copertina di questa settimana è presa da “la domenica del Corriere” del 17 dicembre 1936 )