Rodolfo Walsh è stato un giornalista argentino scomparso il 25 marzo del 1977 dopo aver denunciato, con il coraggio e la determinazione che sempre esistono anche nei contesti più disperati come quelli dittatoriali, i crimini della Giunta militare di Videla.

In occasione di questo quarantacinquesimo anniversario abbiamo deciso di ripercorrerne la vita e l’opera, andando alla ricerca delle tracce del suo periodismo narrativo, che ha fatto scuola in tutta l’America latina. Punto di partenza, ovviamente, il grande libro di cui ricorre quest’anno l’anniversario, Operazione Massacro del 1957.

Approfondimenti

La casa editrice Nuova Frontiera ha nel suo catalogo una selezione molto interessante della sua produzione giornalistica: naturalmente Operazione Massacro, ma anche Fotografie e Il violento mestiere di scrivere. Su quest’ultimo titolo ci siamo soffermati perché, grazie all’archivio audio di Radio Radicale, vi abbiamo trasmesso anche un estratto della presentazione che per quell’emittente aveva fatto il giornalista Alessandro Leogrande, curatore della pubblicazione.

Qui trovate il link alla trasmissione completa che consigliamo di ascoltare. Leogrande ha dedicato anche allo scrittore argentino una bella puntata di Wikiradio della Rai che trovate qui.

Per approfondire la produzione letteraria di Walsh vi raccomandiamo anche due titoli proposti dal catalogo delle edizioni SUR: Per non parlar del morto e Variazioni in rosso.

Jukebox

Puntata sui misteri, della letteratura ma purtroppo anche della realtà: ascolto perfetto Duke Ellington, Anatomy of a murder.

Partigiane, operaie. Sono loro che nel marzo ’44 e soprattutto nel marzo ’45 danno impulso alle lotte sociali. Protagoniste della resistenza, vi raccontiamo alcune storie di queste donne.

Gli scioperi del 1944 sono stati una cesura importante per il movimento partigiano, perché rappresentano il momento in cui la lotta esce dalla clandestinità e si unisce al movimento dei lavoratori. Una serie di scioperi che ha toccato tutte le principali città industriali italiane, per protestare contro i programmati trasferimenti in Germania, la guerra, la fame, il fascismo e gli occupanti tedeschi.

Le donne hanno organizzato, iniziato e preso parte agli scioperi, per poi finire spesso arrestate, torturate o licenziate. Molte di queste, dopo la stagione del ’44 si sono unite alla Resistenza

Approfondimenti

Per costruire questa puntata abbiamo utilizzato le testimonianze delle partigiane contenute nel volume La Resistenza a Bologna (volume 4) di Luciano Bergonzini l’opera in più volumi che contiene le testimonianze di centinaia di partgiani di Bologna e provincia, opera uscita a partire dal 1967

Sempre utile e ricco di spunti è La svastica a Bologna. Settembre 1943-aprile 1945 dello stesso autore, uscito nel 1998

AA.VV.,Bologna in guerra. 1940-1945, Franco Angeli 1995, in particolare il saggio di Giorgio Pedrocco “L’industria tra autarchia e guerra”

Sempre utile è il sito www.storiaememoriadibologna.it

La testimonianza di Germana Boldrini è tratta dal documentario di Liliiana Cavani “La donna nella Resistenza” girato in occasione del 20 anniversario della Liberazione (1965) disponibile su youtube.

Il cinegiornale dell’istuto Luce è del 13/11/1942 “Fabbriguerra. Officine di guerra dove si lavora senza tregua”

Vanloon ha dedicato moltissime puntata alla Resistenza, specialmente nel mese di aprile, in cui va in onda il nostro mese partgiano, di cui questa puntata è un bell’anticipo.

Jukebox

Canti di lotta, La GAP e l’inconfondibile voce di Giuni Russo con “notturno d’Italia”

Bell hooks è stata una femminista, scrittrice, e insegnante che ha sempre fatto dell’intersezione tra genere, classe e razza la base delle sue analisi. Radicale e schietta ha influenzato tantissime donne in America e non solo.

Per chiunque pensi che il femminismo non sia solo un esame in qualche università illuminata o peggio un hobby da ricche donne bianche, la lettura di bell hooks è fondamentale e illuminante. Scrive chiaro, rifiuta il linguaggio accademico e si impegna per combattere razzismo e classismo anche all’interno del mondo del femminismo.

Muore il 15 dicembre del 2021. Per ricordarla abbiamo intervistato Carmine di Tamu edizione che ha curato la pubblicazione di Il femminismo è per tutti: una politica appassionata, con la traduzione di Maria Nadotti

Approfondimenti

Solo negli ultimissimi anni abbiamo visto un ritorno delle traduzioni in italiano dei libri di bell hooks. In questa breve bibliografia possiamo vedere uno stacco di quasi vent’anni.

Per questa puntata abbiamo letto  Il femminismo è per tutti: una politica appassionata, traduzione di Maria Nadotti , Tamu, 2021
Insegnare a trasgredire. L’educazione come pratica della libertà, Meltemi 2020.

Elogio del margine, traduzione e cura di Maria Nadotti.

Scrivere al buio, Maria Nadotti intervista Bell Hooks,Tamu 2020

Tutto sull’amore.Nuove visioni, a cura di Maria Nadotti, traduzione di Lucia Cornalba, Feltrinelli 2003 
Elogio del margine : razza, sesso e mercato culturale, introduzione e cura di Maria Nadotti, Feltrinelli 1998

Jukebox

Abbiamo ascoltato “212”di Azelaia Banks ft Lazy Jay, 2012

Il centenario della nascita dei due scrittori è l’occasione per riparlare di uno dei nostri temi preferiti: la letteratura della Resistenza.

Cosa ci posso dire ancora oggi i romanzi di questi due maestri del ‘900?

Approfondimenti

Per questa puntata abbiamo riletto

Beppe Fenoglio, Il partigiano Jhonny, ed. Einaudi curata da Dante Isella e finita di stampare nel 2005

Beppe Fenoglio, I 23 giorni della città di Alba, Einaudi, varie edizioni

In occasiond del centenario dell’autore Einaudi ha ristampato una nuova edizione con introduzione di Gabriele Pedullà

Da rivedere una puntata del programma “Passato e presente” del 2019 con Chiara Colombini disponibile su Raiplay alla quale ci siamo ispirati per la parte riguardante Beppe Fenoglio

Luigi Meneghello, Piccoli maestri, 1964, seconda edizione 1976, Rizzoli

Abbiamo parlato di altri due scrittori della Resistenza come Nuto Revelli e Mario Rigoni Stern con lo scrittore Giuseppe Mendicino qualche tempo fa

Jukebox

Like a rolling stone di Bob Dylan

Chi erano i bambini e le bambine nate in Italia da relazioni tra donne italiane e soldati afroamericani? Di chi erano figli? Come sono stati accolti dalle comunità locali e dalle istituzioni? La storica Silvana Patriarca ci accompagna attraverso il secondo dopoguerra e la sua scia di razzismo, per raccontarci le storie di bambini/e neri/e nati/e in Italia. Genere e razza sono linee che attraversano il periodo segnando la vita delle persone che hanno avuto a che fare nella propria comunità con razzismo e accoglienza, proprio quando la Repubblica Italiana cercava di darsi una ripulita, non troppo riuscita, dal passato fascista. Un percorso, quello segnato dalla Patriarca, in cui possiamo leggere di sistemi di potere basati sul colore della pelle, sulle proprie scelte affettive e sessuali, e su un’identità nazionale in cerca di conferme, tra continuità e novità con il Ventennio.

Approfondimenti

L’intervista a Silvana Patriarca si basa sul suo ultimo libro pubblicato da Einaudi nel 2021, Il colore della Repubblica. «Figli della guerra» e razzismo nell’Italia postfascista.

Jukebox

Abbiamo ascoltato:
Tammuriata Nera della Nuova Compagnia di Canto Popolare, James Senese e Napoli Centrale, Povero Munno dall’album O Sanghe, 2016

Il 13 febbraio festeggiamo la nascita di una poeta italiana spesso sottovalutata: Antonia Pozzi.
Per parlarci dei suoi scritti, delle sue montagne e della sua Milano, abbiamo invitato ai nostri microfoni Paolo Cognetti noto scrittore, vincitore del Premio Strega, che ha curato un libro sulla poeta: L’Antonia. Poesie, lettere e fotografie di Antonia Pozzi scelte e raccontate da Paolo Cognetti di Ponte alle Grazie.

Cognetti in questa puntata non si limita a ricordarci la bellezza degli scritti di Antonia Pozzi ma ci guida pian piano, tra le montagne che la poeta tanto amava e tra gli affetti della sua vita vissuta negli anni Venti e Trenta

Approfondimenti

Antonia Pozzi nasce il 13 febbraio 1912 a Milano, e sempre qui muore suicida il 3 dicembre del 1938. Scrive di affetti, sentimenti, di malesseri ma anche di luoghi, in particolare delle montagne e di Milano. Per prepararci alla scoperta di questa donna di inizio Novecento abbiamo letto:

Poesie, lettere e altri scritti, Antonia Pozzi ; a cura e con un racconto biografico (In riva alla vita) di Alessandra Cenni, Mondadori, 2021

Una *grazia di cui disfarsi : Antonia Pozzi: il dono della vita alle parole, Elisa Ruotolo , illustrazioni di Pia Valentinis, RueBallu, 2018

Come le vene vivono del sangue : vita imperdonabile di Antonia Pozzi, Gaia De Pascale
Milano, Ponte alle Grazie, 2016

Per troppa vita che ho nel sangue : Antonia Pozzi e la sua poesia,Graziella Bernabò
Milano : Viennepierre, 2004

Antonia Pozzi e la montagna, Marco Dalla Torre, Milano, Ancora, 2009

Juxebox

Abbiamo ascoltato:

Closer, Kate Simko feat Jem Cooke