Come il fascismo reagì all’avvento di una musica cosmopolita e aperta come il jazz? Chi lo ascoltava negli anni Trenta? Lo abbiamo chiesto a Camilla Poesio, che ci ha parlato del suo ultimo libro Tutto è ritmo, tutto è swing! Il jazz, il fascismo e la società italiana appena uscito per Le Monnier.

Approfondimenti

Il libro di Camilla Poesio è ricco di spunti per chi vuole approfondire una storia dell’ascolto del jazz e come questo si riverbera sulla cultura degli anni Venti e Trenta. Inoltre:

  • Francis Newton (pseudonimo di Eric J. Hobsbawm), Storia sociale del jazz, Editori Riuniti, 1982
  • Gioacchino Lanotte, Segnale radio. Musica e propaganda radiofonica nell’Italia nazifascista, 1943-1945, Molracchi, 2014
  • Alberto Monticone, Il fascismo al microfono. Radio e politica in Italia, 1924-1945, Studium, 1978

Jukebox

Oggi ci siamo fatte prendere dal ritmi sincopati, abbiamo ascoltato il più classico dei brani gipsy, anzi quello che ha dato inizio a questo filone, “Minor swing” nella versione di Django Reinhardt e Stephan Grappelli del 1937. Il trio Lescano con “Maramao” del 1939 e “Tulipan” del 1940 reinterpretata dalle sorelle Marinetti, trio maschile di cantanti e attori, nel 2008.

L’estratto audio che vi abbiamo fatto sentire nella puntate è tratto dal video dell’Istituto Luce dal titolo L’inaugurazione del “Centro radio imperiale” sulla via Ardeatina (Roma, novembre 1938), che potete trovare sul canale YouTube dell’Istituto.

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