Dopo esserci dedicati negli ultimi anni alla de-costruzione della questione delle foibe intervistando storiche e storici che si sono dedicati all’argomento, per il Giorno del Ricordo di quest’anno abbiamo deciso di affrontare la complessa tematica dell’Esodo degli istriani e dei giuliano-dalmati.

L’esodo degli optanti, così potrebbe essere chiamato utilizzando le definizioni che provengono dalla storia e non quelle della propaganda politica: una vicenda, sviluppatasi nell’arco di un complesso decennio fra la fine della guerra e il 1954, che fa parte della memoria del nostro paese e che merita di essere studiata con attenzione perché ci potrebbe aiutare ad abbracciare un’ottica transnazionale, capace di rompere le gabbie di una narrazione etnica e nazionalista.  

Ad accompagnarci in questo viaggio due storiche dell’Alto Adriatico, Francesca Rolandi dell’Istituto e archivio Masaryk dell’Accademia ceca delle scienze di Praga e Mila Orlić dell’Università di Rijeka

Approfondimenti

Il racconto dell’ Esodo spesso si è nutrito di memorialistica e di letteratura, anche interessante. Visto che è la prima volta che noi ce ne occupiamo, ci sembra utile offrire alcuni spunti storiografici capaci di dare un panorama generale. 

Vi raccomandiamo i contributi proposti Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea “Giorgio Agosti” che proprio in questi giorni è al centro di polemiche da parte dela giunta regionale di centro destra che accusa l’istituto di negazionismo perché rifiuta la definizione di genocidio per le foibe e  il mancato riconoscimento come genocidio. A questo link i riferimenti per le pubblicazioni sull’argomento dell’istituto, noi consigliamo Senza più tornare. L’esodo istriano, fiumano, dalmata e gli esodi nell’Europa del Novecento del 2012, in cui è presente anche un intervento di Mila Orlić. 

Di Mila Orlić suggeriamo anche il saggio Né italiani né slavi, state nation building jugoslavo nel Secondo dopoguerra in Istria, su “Contemporanea” n°4 del 2019 e Verso una patria ostile. Le migrazioni nell’alto Adriatico nel secondo dopoguerra: questioni interpretative su “Ricerche di storia politica” n°3 del 2021. 

Francesca Rolandi ha pubblicato nel 2015 Con ventiquattromila baci. L’influenza della cultura di massa italiana in Jugoslavia (1955-1965) per Bononia university press; un suo intervento più recente è Un trionfo mai richiesto? Partecipazione politica femminile e rappresentazioni di genere nella stampa locale di Fiume e Susak dopo la Grande guerra su”Italia contemporanea” n°293 del 2020.

Per riascoltare le vecchie puntate sul giorno del Ricordo cercate nella barra delle ricerche l’hashtag foibe

Jukebox

Avete riconosciuto Nina Simone con Ain’t got no i got life del 1968

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