Per chiudere questo lungo cinquantennale del Sessantotto abbiamo chiesto a Elena Davigo, una delle curatrici della mostra Non è che l’inizio, di parlarci del Sessantotto bolognese, per poi toccare un argomento importante e difficile come il rapporto fra quell’evento e il femminismo.

Approfondimenti

Le mostre che abbiamo visitato in questo 2018 sono state:

  • Non è che l’inizio: tracce del 68 negli archivi bolognesi. Catalogo della mostra documentaria, a cura di Valentina Gabusi e Pier Paolo Zannoni, Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, 2018 (abbiamo parlato in particolare della sezione La critica all’ordine globale a cura di Elena Davigo e Maria Chiara Sbiroli)
  • 1968: l’anno degli studenti, a cura di Glenda Furini e Guido Gambetta, Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, 2018
  • USA ’68. Disorder and dream. Cinquantaquattro immagini di reportage, a cura di MAST in collaborazione con Monroe Gallery of photography (Santa fè, NM, Usa)
  • Alza il triangolo la cielo. Corpi, parole e spazi delle donne in movimento (1968-2018), a cura di Stefania Minghini Azzarello

Vi segnaliamo poi alcune letture, vecchie e nuove, che riteniamo utilissime:

  • Luisa Passerini, Autoritratto di gruppo, Giunti, 2008 (ed. or. 1988)
  • Luisa Passerini, Storie di donne e femministe, Rosenberg & Sellier,
    1991
  • l’opuscolo de «il Manifesto» del 27 marzo 2018
  • Il 68 delle donne, a cura di Norma Rangeri, il Manifesto, 2018

Jukebox

Per questa puntata abbiamo ascoltato grandi interpreti femminili in ordine cronologico. Abbiamo cominciato con un classico, Revolution di Nina Simone tratta dall’album “To love somebody” del 1969; abbiamo continuato con Loredana Bertè e la sua Dedicato dall’album “Bandabertè” del 1979 e abbiamo concluso con Amy Winehouse e l’indimeticabile Back to black dall’album omonimo del 2006

(La copertina di questa settimana è un nostro scatto dalla mostra Get up!stand up! Changing the world with posters al MIMA di Bruxelles)