i militanti comunisti nel cinema di casa nostra
comunico la mia decisione di restituire il grado di generale di brigata al quale ero stato promosso nel dicembre del 1993[..]. So benissimo che reparti della Jna, volontari provenienti dalla Serbia e dal Montenegro, paramilitari serbo-bosniaci e l’esercito della Republika Srpska hanno uccLe iso, sgozzato, violentato, bruciato e distrutto tutto ciò che non era serbo[...]. Nemmeno mi passava per la testa, allora, che membri dell’esercito della Bosnia Erzegovina avessero potuto commettere dei crimini. Mi fidavo di quello che Lei diceva, e che confermavano i politici, i rappresentanti delle comunità religiose, i funzionari e gli stessi ufficiali. (dalla lettera di dimissioni di Jovan Divjak a Aljia Izetbegovic)
L'assedio di Sarajevo visto con gli occhi di Jovan Divijak
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Il 12 dicembre un anno era passato/ dal giorno delle bombe della strage di stato/ e in uno scontro in piazza, con una bomba al cuore/ ammazzan Saltarelli gli sbirri del questore
la storia dell'omicidio del militante di Rivoluzione comunista
uno sguardo al popolo Sahrawi
intervista a Gabriele Ivo Moscaritolo a 40 anni dal terremoto in Irpinia