Nel nostro #maggioworkingclass non poteva mancare la musica: canzoni, melodie e stornelli hanno sempre accompagnato il mondo del lavoro e della lotta e sono una memoria viva che è stata conservata e trasmessa.

Caratteristica della musica popolare è quella di essere un qualcosa di vivo e frutto di costanti sperimentazioni e innovazioni. Esempio ne sono Le Figliole,  un trio con  base a Pistoia che nel 2018 ha pubblicato l’album Terre. Abbiamo  fatto due chiacchiere con Pamela Cerchi, Rachele Giannini e Satì Piastrelli e ci hanno raccontato  del loro lavoro.

Approfondimenti

Vi diamo qualche spunto per approfondire questo ricco filone musicale che è stato anche terreno di ricerca per la storia orale, etnografia ed etnomusicologia. I nomi cui far riferimento in questo filone sono ovviamente quelli di Ernesto De Martino, Gianni Bosio, Alan Lomax, Cesare Bermani e Alessandro Portelli, per cui si possono veramente prendere tante strade

Nel numero di 443 di A/rivista anarchica di maggio c’è un articolo che sembra il perfetto accompagnamento della puntata, Donne, l’altro canto di Laura Pescatori. 

Vale la pena recuperare un libro uscito nel 2009 per Zero in condotta, Il canto anarchico in Italia dell’Ottocento e del Novecento di Franco Schirone e Santo Catanuto. 

Vi invitiamo a recuperare un vecchio libro di Cesare Bermani, Una storia cantata.1962-1997: trentacinque anni di attivit del Nuovo Canzoniere Italiano / Istituto Ernesto de Martino, edito da Jaca Book nel 1997. 

Vi ricordiamo, come nella puntata dedicata ai 150 anni di Lenin, il libro di Antonio Fanelli, Contro canto. Le culture della protesta dal canto sociale al rap, edito da Donzelli del 2017. 

Infine, con piacere, riscopriamo la prima volta in cui ci eravamo occupati di Quei là postadi al mur. Cantata per Malga Zonta un bellissimo lavoro letterario e musicale di Gabriele Zobele e Alessandro Boratti del 2011. 

Jukebox

Nella puntata, naturalmente, abbiamo ascoltato le canzoni dell’album Terre de Le Figliole: Lule lule, Poveri soldati e Fimmine fimmine

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(La copertina di questa settimana è presa da le figliole, foto.)

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