Murid al-Barghuti, il poeta palestinese scomparso il 14 febbraio di questo 2021, è stato una delle voci più interessanti della letteratura araba contemporanea ma anche uno dei cantori, suo malgrado, della ghurba, la nostalgia struggente dell’esule, la condizione di perenne sradicamento dei palestinesi. Lo abbiamo raccontato attraverso la nostra rubrica dedicata alle storie di vita Petit x, dialogando con Wassim Dahmash dell’Università di Cagliari a partire dal libro Sono nato lì, sono nato qui, pubblicato da poco da Edizioni Q.

Approfondimenti

In Italia purtroppo possiamo leggere poco dell’opera di Barghuti: oltre alla sua autobiografia Sono nato lì, sono nato qui di Edizioni Q di cui vi abbiamo parlato e letto dei passaggi in puntata vi raccomandiamo anche di recuperare quello che può essere considerato il primo volume della sua storia di vita Ho visto Ramallah, edito da ILISSO nel 2005 e alcune sue poesie che si possono trovare nella raccolta In un mondo senza cielo. Antologia di poesia palestinese,Giunti del 2007a cura di Francesca Maria Corrao. 

Vi segnaliamo anche un’intervista di ricordo di Barghuti a Dahmash realizzata da Radio Onda Rossa all’indomani della morte del poeta.Infine vi consigliamo di scoprire gli altri titoli della collana “Memoria palestinese” di Edizioni Q.

Avevamo intervistato Wassim Dahmash in una puntata dedicata ai trent’anni dalla prima Intifada nel 2017

Juke-Box

Ad accompagnarci in puntata la canzone dei Ministère des affaires populaires, Palestine.

(la foto di questa settimana è stata scattata a Bologna dalla redazione a maggio 2021 durante le proteste contro i bombardamenti israeliani sulla striscia di Gaza )

Nuova puntata del viaggio di Vanloon attraverso la storia raccontata dalla musica e dalle canzoni. Nel nostro ultimo appuntamento vi abbiamo parlato dei Franti e ora ci spostiamo ancora più a nord: direzione Le Havre, scopriamo le parole di Médine. 

Come si intuisce dal nome, Médine è un rapper francese dichiaratamente islamico: l’aspetto interessante è che, pur con delle posizioni che noi non condividiamo, ha usato la sua fede come un elemento per entrare nella  complessa memoria della Francia, del suo passato coloniale e delle tante questioni in sospeso per chi, come il nostro autore, è un cittadino “issu de l’immigration”.

Approfondimenti

Médine è un artista poco conosciuto in Italia e chi lo ha citato spesso lo ha fatto a sproposito: Adriano Sofri, dopo gli attentati del 2015, ne ha fatto un esempio del radicalismo religioso diffuso nelle banlieue, dimostrando di non conoscere il suo percorso musicale. Per chi volesse approfondire Médine come l’hip hop francese suggeriamo invece il libro di Luca Gricinella Rapropos. Il rap racconta la Francia, Agenzia X nel 2011.Per chi ha confidenza con la lingua d’oltralpe proponiamo un articolo sulla serie Enfant du destin di cui vi abbiamo parlato in puntata.

Jukebox

In puntata vi abbiamo proposto un percorso di ascolti dei brani di Médine secondo la nostra interpretazione: ve li elenchiamo qui secondo l’ordine di pubblicazione: 

David da “11 septembre. Récit du 11éme jour” (2004)

Jihad da “Jihad. le plus grand combat est contre soi-même” (2005)

17 octobre da “Table d’écoute” (2006)

Self Defense da “Arabian Panther” (2008)

Daoud da “Protest Song” (2013)

(La copertina di questa settimana è presa da –)

Ritorna la rubrica dedicata alla storia tramite le biografie le petit x, parlando di una donna la cui vita ci permette di entrare nella complessa questione palestinese. Felicia Langer Continue reading →

Nei giorni in cui la Palestina si riaccende per la decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, ricorrono i trent’anni della Prima Intifada Continue reading →